di Chiara Fabrizi
La vertenza Cargo continua a spaccare i sindacati umbri. È lontana, molto lontana la posizione delle segreterie trasporti di Cgil, Cisl, Ugl, Orsa e Fast da quella della Uil che in solitaria continua la propria protesta a colpi di scioperi e comunicati stampa. A dividere i rappresentanti dei lavoratori è la chiusura del turno notturno della manovra nella stazione di Foligno comunicata il 23 agosto scorso dalla Cargo, divisione di Trenitalia per il trasporto merci, e che ad oggi coinvolge 25 lavoratori.
Cgil, Cisl e gli altri Non ci stanno i cinque sindacati trasporto a far passare la loro presa d’atto per un avallo senza riserve sul provvedimento della Cargo. E quindi dopo diverse settimane di silenzio tornano a scrivere e soprattutto a chiarire la propria posizione. Ma anche a polemizzare con qualche rappresentante del mondo politico, e non solo, che a loro dire «avrebbe cercato solo di acquisire visibilità». E scrivono: «Le segreterie hanno semplicemente preso atto della chiusura del turno notturno della manovra di Foligno poiché mantenere un turno in cui non risultano esserci volumi di produzione sufficienti, significa avallare uno spreco di risorse francamente insostenibile per un impianto piccolo come il nostro. E’ chiaro che non ci siamo semplicemente limitati ad avallare una scelta aziendale come qualcuno vorrebbe far credere, infatti, immediatamente dopo aver ricevuto tale informativa abbiamo chiesto un incontro con la direzione regionale Marche per valutare la possibilità di eseguire alcuni servizi notturni di pulizia in stazione in modo da verificare eventuali incrementi dei volumi di lavoro in impianto».
I fatti Alla fine dell’estate la Cargo, divisione di Trenitalia per il trasporto merci, convoca i sindacati umbri per comunicare la chiusura della manovra del turno notturno nella stazione di Foligno. La ragione è la stessa riportata nella nota stampa della Cgil, Cisl e altri: i volumi attuali non sono sufficienti a giustificare il mantenimento del servizio. Insomma di notte, secondo la Cargo, non conviene mantenere il servizio.
Tutti tranne la Uil I sindacati seduti al tavolo ascoltano e prendono atto della mancanza di un traffico merci adeguato e quindi della necessità di chiudere la manovra al calare del sole. E a fine incontro firmano il verbale. La Uil invece no, non è affatto convinta, teme che il provvedimento sia solo il primo passo di una strategia più ampia che col tempo potrebbe portare allo smembramento e alla chiusura dello scalo merci della stazione ferroviaria di Foligno.
Gli scioperi Il segretario regionale della Uil trasporti, Alessandro Emili, lo aveva annunciato fin dall’inizio: «Sciopereremo per ribadire il nostro “no” e per vedere riaperta la vertenza Cargo». Il 22 settembre e di nuovo il 13-14 ottobre il 100% del personale, 25 lavoratori che potrebbero diventare una cinquantina, coinvolto nella vertenza decide di aderire allo sciopero convocato in solitaria dalla Uil. Insomma, al di là del sindacato di appartenenza i manovratori sostengono e rinforzano la posizione della Uil e in entrambe le giornate incrociano le braccia. Segno che le paure della Uil trovano terreno fertile tra i lavoratori.
Le istituzioni Ad oggi invece né la Regione né il Comune di Foligno hanno aperto alcun tavolo, o chiesto un incontro con le sigle per comprendere dettagliatamente la vertenza. Solo in un’occasione si è accennato alla convocazione dei dirigenti Cargo per discutere del provvedimento e del futuro dello scalo ma non se ne è più saputo nulla.

