©Fabrizio Troccoli

La Cia Umbria parla di disdette che mettono in difficoltà tutto il comparto della ricezione turistica green dell’Umbria. Il covid, e particolarmente quella che per la nostra regione rappresenta la quinta ondata, con la variante Omicron, hanno spaventato quanti pensavano all’Umbria come la destinazione per il capodanno e in generale le vacanze di Natale. Ora si parla di disdette oltre la metà delle prenotazioni. «La nuova ondata di Covid ha freezato le vacanze natalizie e ha fatto ripiombare gli operatori del turismo in crisi, con disdette che vanno dal 50 al 70% in base alle diverse zone del territorio regionale». E’ quanto rende noto la Cia dell’Umbria.

Crisi Gli imprenditori del settore agrituristico sono tornati a vivere una fase «di totale incertezza. Le lunghe file per i tamponi, la confusione sui giorni di quarantena, sulle differenze in vigore tra vaccinati e non vaccinati, sulle segnalazioni da avviare in caso di positività alle aziende sanitarie e non solo, hanno intimorito i vacanzieri che alla fine sono rimasti a casa».

Strenne Certo le strenne agricole hanno dato una mano e, infatti, la Cia parla di «boom dei regali di Natale enogastronomici che hanno visto i nostri agriturismi protagonisti», ma non sono ritenuti sufficienti a compensare le perdite. «Chiediamo nuovi ristori e sostegni economici per i titolari di strutture turistico-ricettive in modo da ammortizzare le spese sostenute per mandare avanti gli agriturismi, sia a livello di manutenzione ordinaria che come gestione delle fattorie annesse, con tutte le necessità quotidiane per la cura e il benessere degli animali, così da poter affrontare le nuove perdite registrate».

Agridelivery Per il Capodanno all’insegna della tradizione gastronomica umbra, resta l’opportunità della consegna a domicilio di prodotti agricoli freschi, conserve e piatti pronti, che Cia sostiene e garantisce insieme al suo network di produttori con l’Agridelivery, sul portale dalcampoallatavola.it.

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