Un’economia zoppicante, che fa fatica a creare lavoro. L’indagine congiunturale sul settore manifatturiero e sul settore commerciale riferita al IV trimestre 2015 di Unioncamere mostra una «ripresa più lenta del previsto», tanto che viene da domandarsi: abbiamo davvero imboccato la strada per uscire dal tunnel della crisi?
Spiragli positivi e criticità L’indagine su un campione di 500 imprese (circa 300 operanti nel manifatturiero e 200 nel commercio) mostra «spiragli positivi» sia nei dati rilevati che nei giudizi e nelle aspettative degli imprenditori intervistati. Permangono le criticità sul fronte dell’occupazione che a differenza degli altri indicatori (fatturato, ordini, produzione), resta negativa sia rispetto al trimestre precedente che al quarto trimestre 2014, confermandosi uno dei principali problemi anche nelle previsioni per il trimestre prossimo.
Pmi soffrono Anche la sofferenza delle microimprese si conferma come una costante. Sono le imprese più piccole a faticare di più in termini di produzione, fatturato e ordini, ovvero quelle imprese poco strutturate che hanno difficoltà ad affacciarsi ad un mercato estero che si conferma un traino potente per l’economia delle medie e grandi imprese. Il mercato estero, nel frattempo, con il suo andamento positivo si conferma un valido sostegno a produzione e fatturato ma anche il mercato interno inizia a dare i suoi frutti.
«In questo quadro generale – puntualizza il presidente di Unioncamere Umbria Giorgio Mencaroni – è fondamentale il supporto che il sistema camerale può svolgere a supporto delle micro e piccole imprese, quelle che più delle altre necessitano di assistenza all’internazionalizzazione, alla digitalizzazione e all’accesso al credito, fattori fondamentali per competere nel contesto nazionale ma soprattutto per affacciarsi sui mercati esteri».
Settore manifatturiero I valori di produzione, fatturato e ordinativi sono positivi sia a livello congiunturale che tendenziale per le imprese con oltre 10 addetti, mentre viene confermata la sofferenza delle imprese con meno di 10 addetti. Va bene l’export con valori positivi riconducibili al mercato estero eccezion fatta per le imprese con meno di 10 addetti. In questo quadro, però, l’occupazione totale è in calo sia rispetto al trimestre precedente che al IV trimestre 2014 anche se non mancano settori in cui i valori sono postivi (industrie meccaniche, chimiche, alimentari). A livello congiunturale segni positivi anche per industrie del legno, tessili e alimentari e a livello tendenziale per industre dei metalli e alimentari. Segnali di ripresa per le industrie tessili dopo i valori negativi che ne avevano caratterizzato l’andamento nel trimestre precedente.
Settore commercio Buoni i dati del comparto del commercio. In aumento le vendite, in totale, sia a livello tendenziale che congiunturale (rispettivamente +2,1% e +0,8%). Valori positivi per le vendite del commercio al dettaglio alimentare e non alimentare, mentre sono negative (-0,5%) quelle della grande distribuzione. Al contrario del manufatturiero anche occupazione qui segna in totale un +0,3%, primo valore positivo da diversi trimestri. Bene le imprese sotto i 10 addetti che segnano valori positivi anche per gli ordinativi e l’occupazione.
Cruscotto statistico Come sempre, viene diffuso anche il cosiddetto “cruscotto statistico”, cioè il bilancio dell’anagrafe delle imprese. Sono 94.375 le imprese umbre registrate al 31 dicembre 2015, l’85% sono attive e il 24% appartengono al comparto del commercio. Crescono maggiormente i settori turismo e servizi (+2,2%) riportano saldi negativi costruzioni, trasporti, e agricoltura. Il 53% delle imprese sono imprese individuali e il 21,6% società di capitali. Il 78% delle imprese resiste al primo anno di vita e sono le imprese individuali quelle che permangono di più sul mercato mentre le società di persona quelle che cessano prima. Il 41% del totale valore della produzione (22,5 miliardi di euro) è creato dal settore manifatturiero, secondo settore il commercio, con il 38%.
