di Dan. Bo.
Protesti in calo in Umbri nei primi mesi dell’anno. Secondo il dossier pubblicato lunedì da Unioncamere infatti nel Cuore verde tra gennaio e maggio i protesti sono calati del 24% e del 23% per quanto riguarda il valore. Un dato, il primo, in linea con la media nazionale mentre la discesa del valore complessivo nel resto del Paese è stata più marcata (-36%). Complessivamente i protesti nei primi cinque mesi del 2014 sono stati 7.362 per un valore di 16,1 milioni di euro mentre la media si è attestata sui 2.188 euro. Nello stesso periodo dell’anno precedente invece i casi erano stati oltre duemila in più (9.681) per un conto totale degli insoluti che aveva toccato quota 20,9 milioni. La media invece è rimasta pressoché identica (2.165 euro).
I numeri Guardando a quanto successo nel 2014 nelle due province, a Perugia si è concentrata la maggior parte dei casi (5.686) per un valore di 13,1 milioni. Ogni protesto qui vale 2.315 euro, un dato superiore alla media nazionale e nettamente più alto di quello della provincia di Terni (1.762 euro). A livello nazionale la diminuzione (del 24,5% nel numero e del 36,2% in valore), ha riguardato tutte le tipologie di effetti: dagli assegni alle cambiali alle tratte. Il conto degli insoluti arriva ad ammontare a fine maggio a poco più di 800 milioni di euro, contro quasi 1,3 miliardi dello stesso periodo del 2013.
Così in Italia In particolare, gli assegni revocati per mancanza di fondi sono diminuiti del 28,6% nel numero e di oltre il 33% nell’importo (il valore medio è diminuito del 7%). Indicatori con il segno meno anche per le cambiali. Nei primi cinque mesi del 2013 ne furono firmate oltre 424mila (per oltre 757 milioni di euro); quest’anno invece il numero è sceso a 325 mila per un valore di poco inferiore ai 470 milioni di euro e un valore medio che oscilla intorno ai 1.500 euro (-19% rispetto al 2013). Infine, in diminuzione anche le tratte, strumento di pagamento residuale ma ancora in uso nel mondo degli affari: il numero di quelle non incassate nei primi cinque mesi del 2014 è diminuito del 34,8%, così come il loro valore totale sceso di oltre il 39%.
Le regioni In valore assoluto, i dati indicano che nel periodo gennaio-maggio 2014 le regioni dove si concentrano maggiormente le mancate promesse di pagamento sono state Lombardia, Lazio e Campania con un monte di scoperto pari, rispettivamente, a 142, 127 e 114 milioni di euro. Lombardia in testa anche se si guarda al numero di effetti complessivamente protestati, quasi 63mila, seguita dalla coppia Campania e Lazio rispettivamente con 60 e 56mila.
