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Cristiano Tardioli (Filt Cgil)

di Iv. Por.

Chiedono una nuova Umbria Mobilità, diversa da quella attuale ma senza privati, con la Regione alla guida. I sindacati hanno incontrato la stampa pochi giorni dopo la ricapitalizzazione, in coincidenza con l’avvio dell’anno scolastico, confermando il blocco degli straordinari come forma di protesta. Presenti Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa.

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Azzeramento dei vertici «Stiamo ancora aspettando una convocazione che ci è stata annunciata ormai da un mese – hanno detto i segretari della organizzazioni – perché ad oggi siamo costretti ad apprendere le informazioni dalla stampa e questo non è accettabile». Una convocazione, hanno precisato, «da aprte dei soci e non dai vertici dell’azienda» in cui non riconoscono più un interlocutore autorevole. «Che le banche chiedano un advisor è il segno che questo management è giunto al capolinea. Chiediamo un azzeramento dei vertici, dal cda ai 12 manager». Da qui, specifica Cristiano Tardioli, segretario Filt-Cgil dell’Umbria, «nasca una nuova azienda, una Umbria Mobilità 2.0, moderna ed efficiente».

Moralizzazione Da parte dei soci, invece, i sindacati riconoscono di aver compiuto «primi passi nella giusta direzione: la ricapitalizzazione e il prestito ponte ma è solo l’inizio. Non basterà pagare una parte della 14esima e neppure tutta per far cambiare il giudizio su come è stata gestita l’azienda». A chi comanda, i lavoratori chiedono una «operazione moralizzatrice» sui compensi ad personam di alcune figure professionali di alto livello dell’azienda pubblica, che sono attualmente «fuori da ogni logica e del tutto inaccettabili», così come sono assolutamente da rivedere le retribuzioni di alcuni dirigenti. Su questo versante, però, dicono i sindacati, non si vedono segnali di apertura, ma al contrario solo resistenze.

Basta partecipazioni Altra richiesta fondamentale è quella di azzerare il sistema di partecipazioni in aziende che non rientrano nel core business, che impegnano quote di patrimonio e generano, per la quasi totalità, solo perdite. Vanno poi tagliate tutte le collaborazioni e consulenze esterne, alcune delle quali legate a personale ex dipendente in pensione. «In altre parole – hanno osservato i segretari di  Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Orsa – mantenere il giocattolo per qualcuno non è più possibile».

No ai privati, per ora Per quanto riguarda le ipotesi di privatizzazione di cui si è tanto parlato, i sindacati hanno ribadito un concetto chiaro: «In primo luogo noi riteniamo che Umbria Mobilità sia un patrimonio dei cittadini e dei lavoratori umbri e che pertanto debba rimanere pubblica. Parlare di ingresso di privati oggi, non ha senso e in ogni caso, se in futuro si volesse prendere in considerazione l’ipotesi, bisogna chiarire di quali privati si sta parlando». No netto ai «privati che hanno già fatto danni ingenti all’azienda», ma apertura possibile a Ferrovie dello Stato.

Corte dei conti benvenuta E a proposito di rapporti poco chiari con il privato e più in generale della gestione economica dell’azienda, è giusto che «la Corte dei conti faccia al più presto chiarezza», hanno detto i sindacati aggiungendo che mentre «in Umbria gli autobus cadono a pezzi, a Roma l’azienda ha impegnato il proprio patrimonio per l’acquisto di molti nuovi mezzi».

Blocco degli straordinari Inevitabile, a fronte di una simile situazione, la mobilitazione dei lavoratori, che solo per senso di responsabilità – è stato detto – non è ancora sfociata in forme di protesta più pesanti, come lo sciopero. Da lunedì però è in atto il blocco degli straordinari che, in un’azienda sottodimensionata per quanto riguarda il personale operativo, può essere comunque molto incisivo. Per questo i sindacati hanno tenuto a mandare un messaggio all’utenza, per chiarire lo sforzo profuso nel tentare di creare meno disagi possibili, pur nell’esigenza di dare risalto alle giuste ragioni e preoccupazioni dei lavoratori.