(foto Fabrizi)

L’attacco è deciso: «L’Unione sindacale di base (Usb) della provincia di Terni esprime forte preoccupazione e contrarietà per le scelte effettuate dalle amministrazioni comunale di Terni e Narni circa il taglio alle prestazioni erogate da Umbria Mobilità».

I contratti Secondo il sindacato autonomo «non è accettabile questo ulteriore e duro attacco al diritto alla mobilità pubblica ed alle condizioni di lavoro dei dipendenti di Umbria Mobilità. Il ricorso alla scelta da parte della politica, assolutamente discrezionale e non vincolata, di ridurre l’importo dei contratti in essere nella misura del 5%, esprime a nostro avviso un approccio errato e miope. Non è pensabile poter risolvere i problemi finanziari di Umbria Mobilità semplicemente avallando e cavalcando scelte politiche scellerate, fatte da tagli lineari che il governo Renzi, in perfetta continuità con i governi Monti e Letta, seguita tenacemente a praticare a danno dei servizi pubblici».

Il servizio Il diritto alla mobilità pubblica è per l’Usb «uno dei diritti fondamentali di cittadinanza, tra l’altro sancito dalla nostra carta costituzionale, che deve essere tutelato e salvaguardato anche e soprattutto perché esercitato prevalentemente dalle fasce più deboli e svantaggiate dei cittadini. L’Usb chiede pertanto alle amministrazioni comunali di Terni e Narni di rivedere le proprie scelte, analizzare le voci dei propri bilanci alla ricerca dei veri sprechi e privilegi e procedere a razionalizzazioni e risparmi che non penalizzino i soggetti deboli del nostro territorio».

Le richieste Il sindacato autonomo dice «basta con i tagli lineari, con i tagli ai servizi sociali ed assistenziali (ultimo il caso della revoca dell’assistenza domiciliare ai malati di Sla fatta dalla Regione Umbria), con interventi che colpiscono le fasce sociali più deboli con aggravi dei costi per servizi essenziali e con scelte che mettono a rischio la piena occupazione e le condizioni salariali dei lavoratori del nostro territorio, tanto già colpito dai dati drammatici della disoccupazione e della cassa integrazione».

La minaccia L’Usb, poi, annuncia che «qualora la linea dei tagli ai servizi di trasporto pubblico dovesse essere confermata con l’avallo dei sindacati concertativi e collusi con la politica nel nostro territorio, attiverà con i lavoratori forme di mobilitazione, rivendicazione e lotta».

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