«Includere l’Umbria nei contributi a fondo perduto e nella decontribuzione del 30 per cento». Lo chiedono Giorgio Mencaroni e Simone Fittuccia, rispettivamente presidenti di Confcommercio e Federalberghi ai parlamentari umbri mentre il decreto legge di agosto è in commissione nel tentativo di ottenere le due modifiche considerate fondamentali per tutelare le imprese e l’economia delle cittadine umbre.
Contributi a fondo perduto In particolare, il pressing è alto sugli articoli 59 e 27 del provvedimento, con la prima misura che, come ricorda Mencaroni, «concede contributi a fondo perduto alle attività economiche e commerciali dei capoluoghi e città metropolitane tramite un criterio tecnico, basato sul numero di turisti stranieri rispetto a quello dei residenti, che di fatto esclude tutta l’Umbria, malgrado la forte vocazione turistica del territorio e specialmente di alcune sue città». L’esclusione viene bollata come «iniqua», ma malgrado ciò i rappresentanti degli operatori economici continuano a «non vedere ancora la volontà del governo di tornare sui suoi passi» e per questo, dicono Mencaroni e Fittuccia, «abbiamo scritto a tutti i parlamentari umbri». Confcommercio e Federalberghi «reclamano una modifica dei criteri stabiliti e del testo del decreto legge, che consenta di far rientrare tra i beneficiari tutti quei Comuni umbri che rispondono al parametro del rapporto turisti-residenti, e che allo stesso tempo consenta di recuperare le città capoluogo finora escluse».
Decontribuzione del 30% L’aiuto a deputati e senatori viene anche chiesto per emendare l’articolo 27 del decreto di agosto, dove le categorie rilevano «un’altra criticità». In questo caso, la misura prevede il 30 per cento di decontribuzione degli oneri previdenziali da lavoro dipendente per le imprese operanti in aree svantaggiate, con «l’Umbria che inizialmente era annoverata tra le regioni ammesse e successivamente esclusa dal beneficio assieme alle Marche, altra regione che come la nostra porta ancora le ferite profonde del sisma» evidenziano Mencaroni e Fittuccia, aggiungendo che «i parlamentari umbri si devono fare portavoce delle ragioni di una comunità e di imprese che hanno vissuto, e stanno vivendo, una situazione eccezionalmente problematica e che dunque meritano una attenzione e misure eccezionali».
