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di Chia.Fa.

Assegni a vuoto e cambiali protestate, Umbria in frenata. Questa la fotografia scattata da Unioncamere per il primo semestre 2015 che ha fatto registrare una contrazione del numero di titoli pagherò del 28,7% che su valore monetario equivale a -42,6%.

Protesti, Umbria migliora I dati rilevati in Umbria tra gennaio e giugno sono tra i migliori a livello nazionali, secondi soltanto a quelli registrati in Valle D’Aosta dove il numero dei titoli protestati è crollato del 48,8%, mentre la migliore performance sul valore monetario si realizza in Liguria -61.5%. In numeri assoluti, in Umbria nel primo semestre 2015 i protesti totali sono 6.154 per un valore di 10.4 milioni di euro, di questi 5.526 mila sono cambiali che da sole pesano 7.2 milioni di euro.

Terni batte Perugia Unioncamere ha poi stilato anche la classifica dei 104 capoluoghi di provincia d’Italia, dove complessivamente si contano 388.305 tra assegni e cambiali per un valore medio di 1.839 euro. E nel primo semestre 2015 a Perugia le occasioni in cui un cittadino o un’impresa si sono visti costretti a ricorrere a un pubblico ufficiale per notificare un mancato pagamento sono state superiori rispetto a quelle di Terni. In particolare Perugia si piazza al 43mo posto con circa 4.693 titoli protestati per un valore monetario medio di 1.792 euro, mentre per Terni è 80mo posto con 1.471 titoli protestati per 1.353 euro.

Twitter @chilodice

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.