Negli alberghi perugini cala l'occupazione media delle camere (Foto F. Troccoli)

di Daniele Bovi
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Il 2012 del turismo umbro è stato un anno in cui la regione «ha retto bene». Parola dell’assessore Fabrizio Bracco che commenta così i dati definitivi 2012 che parlano di una «riduzione minima» degli arrivi (ossia il numero di clienti ospitati, -1,19%) e delle presenze (il numero delle notti trascorse, -2,78%), in un quadro dove il settore alberghiero perde terreno e quello extralberghiero è, invece, in crescita. Numeri che arrivano dopo un 2011 definito da Bracco «eccezionale» visto che gli incrementi in quell’anno furono dell’8% rispetto a un 2010 difficile. Complessivamente nel 2012 gli arrivi sono stati due milioni e 193 mila, mentre le presenze sono state 5 milioni e 957 mila; numeri che confortano rispetto alle medie del Paese (-6,2% e -7,1%). Il mercato principale rimane quello italiano, che rappresenta il 71% degli arrivi e il 63,5% delle presenze: un mercato che però risente della crisi (-1,62% e -5,29%).

I dati Questo mentre sono sostanzialmente stabili i dati che riguardano gli stranieri che hanno deciso di visitare la nostra regione, con arrivi (628 mila) in linea col 2011 e presenze (2,171 milioni) aumentate del 2%. Guardando nel dettaglio la provenienza dei turisti italiani, le uniche regioni che hanno fatto registrare dati positivi nei flussi verso l’Umbria sono state l’Emilia Romagna, le Marche e la Calabria. Per quanto riguarda il turismo straniero invece si sono registrati dati molto significativi per i flussi provenienti dall’Olanda (+2,28% negli arrivi e +9,40% nelle presenze), dalla Germania (+5,80% e +4,70%), dal Belgio (+8,58% e +11,37%), dalla Cina (+17,20% e +19,24%), dai Paesi scandinavi, dall’India e dalla Turchia. Stabili i flussi da Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

Cala la permanenza Da segnalare poi come nel 2012 sia in calo la permanenza media, che passa da 2,8 giorni a 2,7, con una flessione più marcata per l’extralberghiero (da 4,4 a 4,2) che per l’alberghiero (da 2,1 a 2). Leggendo più in profondità i numeri si può notare come siano proprio gli alberghi quelli a presentare i numeri più negativi: partendo dagli arrivi, gli 1,499 milioni del 2012 sono 47 mila in meno rispetto al 2011 (ben 35 mila in meno gli italiani), mentre le presenze calano di 165 mila su un totale di tre milioni (anche qui il dato numericamente più negativo è quello che riguarda il turismo italiano, -165 mila).

Bene l’extralberghiero A far da contraltare ci sono le performance dell’extralberghiero: i 694 mila turisti arrivati in queste strutture nel 2012 sono 21 mila in più rispetto all’anno precedente, mentre è in lievissimo calo (-6 mila su 2,9 milioni) il numero delle notti. Una piccola flessione data dalla differenza tra l’aumento di quelle passate nel Cuore verde dagli stranieri (+65 mila) e il calo di quelle trascorse in Umbria dagli italiani. Tra questi 694 mila turisti che non hanno scelto l’albergo, l’opzione più gettonata (e in crescita) è quella dell’agriturismo (227 mila, ottomila in più rispetto al 2011). L’Umbria è anche terra di santi e così un’altra crescita marcata e che si accaparra una buona fetta degli arrivi è quella delle «case religiose d’ospitalità» (80 mila, mentre erano 72 mila nel 2011). In pratica sono strutture ricettive a tutti gli effetti che sono caratterizzate dalle «finalità religiose dell’ente gestore».

GRAFICO: EXTRALBERGHIERO, COSA HANNO SCELTO I TURISTI 

I territori Cinquemila in meno invece (87 mila) quelli che hanno deciso di passare qualche giorno in un campeggio; al contrario cresce il giro d’affari dei bed&breakfast (35 mila arrivi, tremila in più) mentre rimane stabile il numero (70 mila) di quelli che optano per l’affitto di una casa vacanza. Guardando invece alla presenze, da segnalare le 23 mila in più degli agriturismi (su un totale di 863 mila), le 71 mila dei campeggi (503 mila) e le 16 mila in più di case vacanza e religiose. Per quanto riguarda i territori, la performance migliore è del territorio dell’alta valle del Tevere, che cresce sia negli arrivi (+5,40) che nelle presenze(+9,63). Seguono Spoleto con il 4,21% in più negli arrivi ed il 3,20% nelle presenze ed Orvieto (+0,95% arrivi e +1.68% presenze).

Bracco: stagione delicata Commentando i numeri Bracco osserva che quella in corso è una «stagione turistica – scrive -, delicata e complessa ma da studiare con attenzione per costruire le strategie per il settore turistico di domani per la nostra regione. Un aspetto va esaminato con cura: il quadro economico e sociale che si è creato. Nel 2012, tenuto conto dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie si è ridotto notevolmente rispetto all’anno precedente facendo segnare il dato peggiore dal 2000. Nel 2012, nei confronti dello stesso periodo del 2011, l’Istat ha rilevato che il potere d’acquisto ha registrato una flessione del 3,5%. La propensione al risparmio delle famiglie italiane, misurata al netto della stagionalità, è stata pari all’8,1 per cento che rappresenta il dato peggiore dal 1999. Così non sorprende scoprire che il numero degli italiani in vacanza è sceso del 22,2 per cento. E che solo un italiano su tre è andato in vacanza, come afferma Federconsumatori».

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