Turisti al lago Trasimeno (Foto archivio F. Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

Primi cinque mesi col segno meno per il turismo della regione. Un’Umbria, secondo uno studio Confesercenti diffuso sabato, che si classifica terza nella lista delle mete preferite dai turisti stranieri che, spiega l’associazione, le assegnano complessivamente un voto assai lusinghiero: 8,5. Prima però c’è da fare i conti con i numeri di una stagione che, complice anche il maltempo che ha imperversato per settimane, è stata negativa. I dati ufficiali della Regione dicono infatti che tra gennaio e maggio gli arrivi (ovvero il numero totale dei clienti ospitati) sono stati 739 mila, mentre le presenze (il numero delle notti trascorse) 1,7 milioni. I primi sono in calo del 2%, mentre le seconde del 4%. A far sperare in un’inversione di tendenza netta c’è però il mese di maggio con un +4% per gli arrivi (227 mila) e un +7,4% delle presenze (541 mila) rispetto allo stesso mese del 2012.

I dati Complessivamente tra gennaio e maggio il calo è stato accusato sia dal settore alberghiero che da quello extralberghiero: gli arrivi sono scesi sia per il primo (-0,8%) che per il secondo (-5,2%), e così anche le presenze (rispettivamente -3,7% e -4,4%). Tra italiani e stranieri poi la flessione più marcata è per i primi (arrivi -2,6%, presenze -5,7%), mentre i dati relativi agli stranieri sono sostanzialmente stabili rispetto al 2012 (-0,2% e +0,7%). Guardando ai diversi comprensori l’andamento è positivo nell’Assisano (-3,92% arrivi e +4,71% presenze) che sfrutta anche il «traino» dell’elezione di Papa Bergoglio e nello Spoletino (+0,79% e +4,15%). Segni più solo negli arrivi per la Valnerina (+0,75% e -7,06%) e per il Tuderte (+2,75% e -1,76%). Pesanti segni meno per il Trasimeno (-7,6% e -3%) derivanti soprattutto dal drastico calo dei turisti italiani, con gli arrivi crollati dell’11,3% e le presenze del 7,5%. Per gli stranieri invece segni più (2,2% e 4,5%).

I comprensori Il record negativo però è dell’Eugubino: -9% gli arrivi e -16% le presenze; dura anche la realtà per l’Orvietano (-6,4% e -10,4%) mentre l’area del Perugino accusa flessioni del 5%. In termini di arrivi, la parte del leone la fa Assisi con 184 mila persone (64 mila gli stranieri), seguita dal Perugino (156 mila, 35 mila da fuori Italia); terza, a grande distanza, l’area del Folignate con 68 mila arrivi. Come accennato in apertura, maggio fa ben sperare per la stagione estiva: segni positivi ci sono per alberghi (+3,75% gli arrivi e +6,5% le presenze), per l’extralberghiero (+5% e +8,7%), per il numero di turisti italiani (+4,5% e +6,6%) così come per quelli d’oltre confine (+3,4% e +8,5%). Ottimi numeri li fanno registrare Assisi (+7,2% e +12,5%), lo Spoletino (+32% e +28%) e l’Orvietano (+4,84% e +9,57%). Buono l’andamento di Valnerina, Amerino, Trasimeno e Ternano. Positive invece solo le presenze nel Folignate ( -1,97% arrivi e +7,42% presenze) e Perugino (-0,66% arrivi e +4,15% presenze). Negativi infine i dati dell’Alta valle del Tevere (-8,05% e -11,58%) e dell’Eugubino (-3,41% e -3,60%), dovute al calo elevato dei turisti italiani, mentre gli stranieri aumentano sia nell’alberghiero che in tutte le altre strutture.

Lo studio Stranieri per i quali l’Umbria è una delle tre mete preferite. Stando allo studio di Confesercenti infatti, davanti al Cuore verde in quello degli stranieri ci sono solo Toscana (voto 8,57) e Valle D’Aosta (8,55). Un voto che è una sintesi del giudizio chiesto su vari settori (dalla qualità del cibo e degli alberghi fino a sicurezza e cultura) e che offre spunti interessanti per capire quali cose sono da migliorare e su quali aree occorre investire. I motivi principali per i quali gli stranieri arrivano in Umbria sono cultura e arte seguite dalle bellezze della natura. La regione infatti si piazza terza (voto 9,07) dietro Lazio e Toscana per l’ambiente, stessa casella occupata per il suo patrimonio artistico (8,95). Cortesia, sicurezza, qualità e quantità delle informazioni valgono invece un posto a metà classifica, mentre su alberghi (8,2) e pasti (8,8) il giudizio degli stranieri vale la sesta piazza.

Confesercenti: serve un progetto turismo A livello nazionale Confesercenti sottolinea come il turismo straniero (che assegna all’Italia un voto oltre l’8) continui ad essere una risorsa molto importante per l’Italia. Anche in tempi di crisi e di accresciuta concorrenza infatti, i flussi provenienti dall’estero hanno garantito al settore turistico la tenuta, visto il forte calo della domanda interna. Un risultato importante, sebbene si registrino profonde differenze territoriali: solo il 13% degli stranieri, infatti, ha scelto una meta del sud dell’Italia. E chi lo ha fatto, prevalentemente, è stato attratto dalla prospettiva di godere mare e paesaggi, malgrado il valore del patrimonio artistico e culturale di una delle aeree dalla storia più antica e rilevante d’Europa. «I lusinghieri voti espressi dagli stranieri – scrive Confesercenti – contrastano con il calo costante della quota di turismo estero che l’Italia intercetta sul piano mondiale. Eravamo agli inizi del decennio oltre il 6% e siamo scesi ben sotto il 5%. Ragione di più per elaborare un progetto turismo Italia che veda un confronto aperto e concreto fra Governo, parti sociali e autonomie locali».

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