Le bandiere dei sindacati ai cancelli della Trafomec (Foto U24)

I lavoratori della Trafomec rompono gli indugi e proclamano uno sciopero di 8 ore per chiedere all’azienda il rispetto degli impegni. Di pochi giorni fa è arrivata l’ultima notizia in un clima già di incertezza: il fallimento della Trafo Italia.

Le decisioni Le assemblee sindacali di venerdì con i dipendenti e gli ex dipendenti Trafomec di Tavernelle avevano all’ordine del giorno proprio la questione della sentenza del tribunale di Milano che ha dichiarato il fallimento di TrafoItalia. A fronte della situazione critica determinata dalla sentenza è stato convocato di urgenza un tavolo di confronto tra la Regione dell’Umbria, il sindacato e i rappresentanti di Trafomec Europe, azienda attualmente proprietaria del sito produttivo di Tavernelle, che ha raggruppato i precedenti poli industriali del gruppo e garante dell’accordo sottoscritto nel maggio 2014. Le assemblee dei lavoratori – comunicano Fiom Cgil, Fim Cisl eUgl metalmeccanici – all’unisono hanno espresso con nettezza la pretesa, senza alcuna ambiguità, del rispetto di tale accordo, che si basa su due punti fondamentali: l’assunzione a tempo indeterminato di 120 dipendenti, provenienti dai vari stabilimenti, e il pagamento dei crediti spettanti ai lavoratori.

Sciopero e presidio Mercoledì 14 gennaio, giorno del prossimo incontro tra le parti, i lavoratori, a partire dalle ore 9, formeranno un presidio permanente sotto i palazzi della Regione al Broletto. Il presidio sarà accompagnato da uno sciopero di 8 ore per consentire la partecipazione anche dei lavoratori attualmente occupati nel sito, vista l’importanza di un’azione compatta e unitaria da parte di tutte le maestranze, respingendo così i tentativi di divisione portati avanti dall’azienda. I lavoratori non scioglieranno il presidio fino a quando la delegazione sindacale non scenderà dal palazzo della Regione con la garanzia del pagamento di tutte le spettanze arretrate e della concretizzazione delle assunzioni concordate. «L’azienda – concludono i sindacati – deve capire che i lavoratori non sono più disponibili a subire ulteriori umiliazioni, la protesta proseguirà fino al pieno raggiungimento degli obiettivi».

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