di Marco Torricelli
Un nuovo vertice, stavolta a Bruxelles, per la Tk-Ast. Non sarà facile e, soprattutto, sicuramente non è organizzabile prima della ‘fermata estiva’, che in questo caso non è quella degli impianti delle acciaierie, ma della politica. Ma la promessa di provare ad organizzarlo l’ha fatta la vice presidente del parlamento europeo, Roberta Angelilli.
La promessa «L’abbiamo incontrata – dice il segretario della Ugl di Terni, Daniele Francescangeli – prima dell’incontro che si è svolto venerdì al ministero dello sviluppo economico e, subito dopo, visto che l’esito non è stato soddisfacente, l’abbiamo pregata di riattivarsi, come già avvenuto in precedenza, con la Commissione europea per ottenere la possibilità di un nuovo incontro, a Bruxelles con il commissario Joaquín Almunia». Per conoscere «l’esito della relazione del ‘Monitoring trustee’ e per esporre le ultime comunicazioni di Outokumpu che non collimano con le prescrizioni comunicate alla nostra delegazione nel recente incontro di Strasburgo».
Il vertice Sull’esito dell’incontro di venerdì, Daniele Francescangeli non usa mezzi termini: «È stato deludente, perché doveva essere un’occasione decisiva per avere maggiori certezze e delucidazioni, ma in sostanza abbiamo avuto solo certezze delle nostre preoccupazioni, su cui riflettere prima della fermata». Soprattutto, insiste Francescangeli, «dopo aver sentito le dichiarazioni dei rappresentanti della multinazionale finlandese, basate su delle slide generiche prive di approfondimenti sul processo di vendita».
Il governo Secondo la Ugl insomma, «le risposte della multinazionale sono state totalmente insoddisfacenti». La scelta di «un’ulteriore proroga ai tempi in cui Outokumpu deve perfezionare la vendita relativa di Ast è un grave errore, soprattutto se avallata dalla Commissione Europea». Per Francescangeli «la situazione è difficile. Stiamo assistendo – spiega – ad un impoverimento della capacità produttiva del sito ternano e siamo fermamente sicuri che Outokumpu non stia rispettando le disposizioni impartite dalla Commissione europea. Per questo abbiamo di nuovo chiesto al governo di intervenire, per chiedere che la procedura si svolga nei tempi stabiliti e che nella vendita sia privilegiato un acquirente industriale, riconfermando, inoltre, che la cessione debba includere l’intero sito ternano, compreso il Tubificio».
