L'ad Lucia Morselli (foto Troccoli)

La Commissione europea ha adottato i dazi antidumping sull’importazione di acciaio inossidabile da Cina e Taiwan a margine di un procedimento d’inchiesta richiesto nel maggio scorso da Eurofer, che rappresenta i produttori europei, poi aperta formalmente il 14 agosto.

LA VERTENZA AST

Dazi antidumping su acciaio cinese e di Taiwan La barriera per l’inox cinese è fissata al 25.2% per quello importato da Taiwan al 12%, anche se ad alcuni gruppi asiatici, che si sono resi disponibili a far da campioni nell’ambito dell’inchiesta della Commissione, saranno applicate aliquote leggermente inferiori, è il caso di Shanxi Taigang Stainless (24.3%). Analogo il discorso per le tre industrie di Taiwan su cui, proprio in virtù della collaborazione manifestata nella fase di verifica, penderà un dazio del 10.9%.

Sorride Tk-Ast Le misure provvisorie varate dalla Commissione, che sull’inox cinese ha comunque riscontrato un dumping sui prezzi anche del 34.9%, poi limato intorno al 25% col cosiddetto margine di pregiudizio, erano state a lungo richieste dai produttori europei ed italiani, tra cui l’amministratore delegato di Tk-Ast, Lucia Morselli, che non aveva perso l’occasione di sollecitare sul punto l’Italia anche durante l’ultima audizione in Senato. Tuttavia nonostante il sorriso che ovviamente si è dipinto mercoledì su molti produttori nostrani, da viale Brin nessuno fiata, né filtrano stime sul balsamo che le barriere commerciali avranno sul commercio dell’inox di Terni.

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Di Girolamo: «Svolta per Ast» Se in Tk-Ast nessuno parla, a palazzo Spada è direttamente il sindaco Leopoldo Di Girolamo a intervenire: «Si è conclusa in maniera molto positiva un percorso che ha visto la mobilitazione dei produttori europei, delle forze sindacali e sociali, delle istituzioni, nel nome di produzioni di qualità e attente all’ambiente. Come ho già detto non siamo di fronte a un provvedimento protezionistico ma di fronte a un riequilibrio nella produzione di settore che anche per Ast rappresenta una svolta».

Marini: «Provvedimento importante» Sull’introduzione dei dazi antidumping è intervenuta anche la presidente dell’Umbria, Catiuscia Marini: «La decisione della Commissione europea – si legge in una nota – va nella direzione che da sempre avevamo auspicato, e ci auguriamo che la Commissione possa rendere il provvedimento stabile nel tempo. Già all’epoca della vicenda Ast-Outokumpu come sistema istituzionale umbro avevamo sollecitato provvedimenti della Commissione che salvaguardassero le produzioni di acciaio europee, e segnatamente l’industria siderurgica europea e con essa quella italiana e di Terni. Misure che in presenza di un mercato globalizzato dell’acciaio avrebbero rappresentato anche un argine a forme e fenomeni anomali di concorrenza industriale. Si tratta, dunque – ha aggiunto Marini – di un provvedimento importante, non certo ispirato da logiche di protezionismo, ma da una necessità di salvaguardare anche la qualità ambientale e dell’alimentazione, visto che molte delle produzioni di acciaio inox sono destinate proprio all’uso alimentare».

Da 2010 a 2013 importazioni da Cina e Taiwan +70% In una nota di Eurofer, la lobby siderurgica europea, si legge: «La Commissione ha confermato che le importazioni dalla Cina e da Taiwan sono state vendute a prezzi di dumping e hanno causato un danno significativo all’industria dell’acciaio inossidabile UE. Tra il 2010 e li 2013 le importazioni da questi due Paesi sono cresciute del 70% e la loro quota nel mercato comunitario è aumentata del 64%, con un margine medio di sottoquotazione del prezzo europeo pari al 10.5%. La crescita delle importazioni oggetto di dumping da parte di Cina e Taiwan non ha consentito all’industria europea di mantenere la sua quota di mercato o diventare remunerativa. Inoltre, la pressione di queste importazioni è peggiorata drammaticamente nel 2014 con una crescita dei volumi di oltre il 200% e un’espansione della quota di mercato del 180% rispetto al 2010».

Eggert: «Offerta abbondante anche da altri Paesi» Soddisfazione a metà per il direttore generale di Eurofer Axel Eggert: «Siamo lieti che la nuova Commissione si stia adoperando per porre rimedio a pratiche commerciali sleali, anche perché abbiamo sempre sostenuto che garantire condizioni eque di concorrenza a livello internazionale deve rientrare nel nuovo quadro di politica industriale dell’Ue. L’imposizione di queste misure correttive da parte della Commissione non limiterà la concorrenza sul mercato comunitario, infatti oltre alle vendite dei produttori comunitari, che hanno sufficienti capacità e sono in grado di fornire l’intera gamma di prodotti, vi è abbondanza di offerta da altri Paesi non comunitari non soggetti a queste misure commerciali. Cina e Taiwan saranno anche in grado di continuare a rifornire i propri clienti in caso di vendita a condizioni non pregiudizievoli».

Sindacati: «Ancora problemi, azienda incomprensibile» Se da Bruxelles arrivano buone notizie per l’ad Morselli e il sito ternano, i rapporti sindacali continuano a colare a picco. A parlare mercoledì sono stati i segretari provinciali dei metalmeccanici: «Persistono problemi produttivi, impiantistici e organizzativi, ma incomprensibilmente l’azienda continua a evitare il confronto, interrotto non casualmente su temi come appalti, approvvigionamenti, organizzazione, andamento economico e produttivo, controllate e future business-unit. Rispetto alla complessità e all’importanza dei temi da trattare – scrivono i segretari – riteniamo di fondamentale importanza un percorso di conoscenza, confronto e condivisione che riguardi tutti gli attori firmatari per cogliere con forza gli obiettivi che ci siamo dati rispetto al risanamento aziendale».

Rsu: «Per anomalie abbiamo chiamato l’Usl» I sindacati sono poi schierati al fianco delle Rsu che ormai da un mese stanno compiendo una serie di sopralluoghi in fabbrica e denunciando una serie di anomalie. L’ultima è di qualche ora fa:Siamo tornati nell’area Pix2, particolarmente nella campata relativa a Lac10 e Zmill, dove nei giorni scorsi già denunciato criticità potenzialmente pericolose per la sicurezza, sollecitandone un tempestivo di ripristino. Oggi (mercoledì, ndr) alle presenza dei responsabili sicurezza e del caposervizio abbiamo registrato un quadro anche peggiore, al punto che l’intera area adibita al passaggio pedonale e dei mezzi di soccorso, è completamente invasa da coils. Ci troviamo di fronte a una evidente e volontaria mancanza di soluzioni strutturali da una parte e soluzioni necessarie a garantire la gestione straordinaria temporanea dall’altra. Un altro aspetto non di secondaria importanza è legato al fermo di 2 dei 4 carroponti presenti nella campata, dovuto molto probabilmente a una non corretta e discontinua manutenzione, che non permette di garantire un’ idonea operatività e costanti performance, finalizzate al raggiungimento degli obiettivi produttivi, qualitativi ed economici che l’azienda ha condiviso di perseguire. Non comprendendo la distanza tra le volontà espresse dall’ad Morselli sulla sicurezza e ciò che realmente avviene nei posti di lavoro, abbiamo richiesto formalmente l’intervento dell’Asl nel tentativo di tornare immediatamente a lavorare in un contesto di normalità e sicurezza.

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One reply on “Tk-Ast sorride ai dazi antidumping varati da Europa, ma a Terni è ancora scontro sindacale”

  1. Ok ai dazi se ne parlava da anni,peró perchè solo sull’acciaio,le altre tipologie di produzione cosa sono?che forse nell’acciaio gira qualche personaggio importante?è arcinoto sempre pesi e misure differenti è una vergogna internazionale O TUTTI O NESSUNO altro che studi di imbecillì mesi li a dire le parole degli altri

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