Gli operai saliti sulla torre

di M. To.

E poi ci sono loro. Pochi, ma non diversi rispetto agli altri. Anche loro lavorano – lavoravano – nello stesso recinto aziendale della Tk-Ast. Solo che, per alcuni di loro, quello di perdere il lavoro non è un rischio remoto. Purtroppo è già realtà.

L’appalto ‘Loro’ sono i lavoratori della ‘Industria e servizi’, che all’interno della Tk-Ast svolgeva quelle attività che sono definite come ‘pulizie industriali’  e non aveva un rapporto diretto con la committente principale, ma con Ilserv-Harsco, che gestisce e distribuisce tutte le attività analoghe – e non solo – nello stabilimento ternano.

Ditta sgradita Qualche mese fa, però, la Tk-Ast avrebbe detto, più o meno, ad Ilserv che ‘Industria e servizi’ non era più gradita e che bisognava provvedere. Tanto che i 26 dipendenti avevano dato vita ad una prima manifestazione di protesta. Si erano attaccati una lettera dell’alfabeto sul petto e sulla schiena e si erano schierati davanti all’ingresso della palazzina che ospita gli uffici dell’azienda. Formando la frase ‘merce di scambio’.

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Nuova gara Ne era scaturita una polemica, legata al fatto che per riassegnare i lavori che svolgeva ‘Industria e servizi’ era stata bandita una nuova gara, alla quale l’azienda non era stata invitata, vinta da un’altra azienda ternana, la ‘Iosa Carlo’. Ma era apparso subito chiaro che, per parecchi di quei lavoratori, non ci sarebbe stato spazio. Ed era scattata una nuova protesta. Clamorosa. Due lavoratori erano saliti in cima ad una torre alta 70 metri.

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L’accordo Alla fine, è andata come si temeva. L’appalto è passato alla ‘Iosa Carlo’, che assumerà 15 dei 26 lavoratori della ‘Industria e servizi’ – ma per sette di loro il contratto durerà solo per tre mesi – mentre per gli altri, semplicemente, non ci sarà posto. E la ditta rischia pure di saltare per aria, visto che altro lavoro, in vista, non ce n’è: «Lo cercheremo altrove – dice Paolo Salvatori, uno di titolari dell’azienda – e se lo troveremo ovviamente porteremo con noi quelli che Iosa non ha voluto».

Azioni legali Lavoratori che, intanto, hanno avviato le procedure per una vertenza sindacale nei confronti di Ilserv-Harsco, che il 26 di agosto sarà anche chiamata in tribunale dai titolari di ‘Industria e servizi’, «perché vogliamo che ci venga tolta di dosso l’etichetta di ‘azienda non gradita’ che ci è stata affibbiata e che ci crea notevoli problemi nella ricerca di nuove opportunità di lavoro. Per noi e per le persone che sono con noi».

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