L'incontro a palazzo Spada

di Marco Torricelli

Una certezza c’è, ma se ne sarebbe anche fatto a meno. Mentre i dubbi sono parecchi. E pure quelli non sono una faccenda di poco conto. Il futuro delle acciaierie, in buona sostanza, è tutto da scrivere. E, peggio ancora, tutto da scoprire.

L’incontro Per fare il punto della situazione, soprattutto alla luce dell’incontro di venerdì scorso alla presidenza del consiglio, i rappresentanti delle istituzioni locali e i sindacati si sono dati appuntamento a palazzo Spada – in origine il mini-vertice era previsto in Regione, a Perugia, ma un’improvvisa indisposizione della presidente Marini ha provocato lo spostamento, con l’assessore regionale Fabio Paparelli a fare le veci della presidente.

IL RITORNO DI AST IN THYSSENKRUPP

Di Girolamo A ragguagliare i rappresentanti sindacali è stato quindi il sindaco, Leopoldo Di Girolamo: «Intanto abbiamo finalmente saputo che a manifestare interesse per le acciaierie ternane sono stati sedici soggetti diversi – ha detto il sindaco – ma di questi, solo tre (ThyssenKrupp, Aperam ed un fondo di investimento; ndr) hanno presentato ad Outokumpu un’offerta vincolante».

La certezza Anche se Di Girolamo ha spiegato che il Ceo di ThyssenKrupp, Heinrich Hiesinger, «ha espresso la volontà di dare prospettive interessanti all’Ast, garantendone il potenziamento», il passaggio successivo, che il sindaco, riferendo le parole di  Hiesinger, ha sintetizzato in un «per poter poi cercare, in futuro, un partner internazionale consolidato», ha sostanzialmente confermato – e i sindacati lo danno per scontato – che «le acciaierie ternane – ha sentenziato Giovacchino Olimpieri, segretario della Fismic – magari non prestissimo, ma nel giro di qualche anno, torneranno sul mercato.

Caldo e freddo Un primo dubbio – ma soprattutto un timore forte – è rappresentato dalla direzione verso la quale le acciaierie ternane potrebbero essere indirizzate: un incremento della rilavorazione di acciaio ‘freddo’ – con una nuova linea ed un nuovo laminatoio – che potrebbe raggiungere le 650mila tonnellate all’anno; al quale però potrebbe far riscontro una drastica riduzione della produzione di acciaio ‘caldo’ – quello che esce dai forni di fusione – che potrebbe attestarsi ben sotto il milione di tonnellate all’anno.

LA STORIA DELLE ACCIAIERIE

L’equilibirio «Una situazione che, «permetterebbe alla proprietà di tenere certamente i conti in equilibrio ed anzi di chiudere i bilanci in attivo – ha detto Claudio Cipolla, della Fiom Cgil – ma che prefigurerebbe uno scenario per noi inaccettabile, in quanto metterebbe a repentaglio centinaia di posti di lavoro, proprio nell’area a caldo». Ma il sindaco Di Girolamo, sull’argomento, è stato deciso: «A noi sono stati promessi investimenti e nessuno ha parlato di possibili ridimensionamenti della produzione del ‘caldo’».

I programmi Proprio per questo, ha spiegato Riccardo Marcelli, segretario della Fim Cisl, «sarà necessario conoscere quanto prima il piano industriale ed i programmi di medio-lungo periodo dell’azienda. Programmi che non potranno prescindere dalla questione occupazionale, ma anche da quelle ambientali, interne ed esterne alla fabbrica, sulle quali saremo molto attenti»

L’Ast Una prima occasione di verifica la si avrà mercoledì, quando i sindacalisti si incontreranno con l’amministratore delegato di Ast, Marco Pucci: «Quello che vogliamo capire – ha scandito Nicola Pasini, segretario della Uilm – è se dietro l’attuale metodo di gestione degli accordi, degli spazi di manovra e le riduzioni degli organici, in aree ben determinate dello stabilimento, c’è un disegno preciso. Perché in questo caso l’azienda troverà una dura opposizione».

I dubbi Perché quello che i sindacati vogliono sapere è, per esempio, «quando ThyssenKrupp intende avviare il confronto con il territorio, il tipo e il volume degli investimenti – ha spiegato Daniele Francescangeli, della Ugl – che intenderà fare su Terni, i tempi che la multinazionale intende darsi per quello che definisce il potenziamento del sito, il tempo per il quale intende conservarne il controllo e, anche, il tipo di rapporto che si dovrà instaurare».

I tempi Tutte domande alle quali, ha detto il sindaco Di Girolamo, «probabilmente si potrà avere una risposta solo dopo che la Commissione europea avrà ufficialmente sciolto la riserva (anche se dubbi non sembrano esserci; ndr) sull’operazione di riacquisizione dell’Ast da parte di Thyssen Krupp». Se sarà confermato il via libera entro il 12 febbraio, ha concluso, è ipotizzabile che nel giro di un paio di settimane sia portato a termine il passaggio di mano delle azioni ed entro marzo, dopo una prima verifica ‘interna’ tra ThyssenKrupp ed Ast, si potrebbe avviare il percorso partecipativo con le istituzioni ed i sindacati».

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