di Marco Torricelli
Di sicuro sarà imponente. Le adesioni arrivano a ritmo serrato, da amministrazioni locali, forze politiche e sociali. Le misure di sicurezza, hanno garantito i responsabili dell’ordine pubblico, saranno «adeguate, ma discrete». Quella di martedì 18 a Terni – dove è stato proclamato lo sciopero generale – sarà insomma quella che di solito viene definita come una ‘grande’ manifestazione. Con al centro le acciaierie, ma più in generale il futuro della città. Però c’è un ‘caso’ che rischia di turbare l’atmosfera.
Il gonfalone Al corteo oltre a quelle di lavoratori e sindacati della provincia di Perugia, parteciperanno anche delegazioni provenienti da altre città italiane legate all’acciaio: Piombino, Taranto, e Trieste, ma ci saranno pure i lavoratori del porto di Civitavecchia, «le cui attività – ricordano – dipendono in larghissima parte proprio dai prodotti di Ast». Saranno, poi, il presidente, Marco Vinicio Guasticchi, e l’assessore Piero Mignini, accompagnati dal gonfalone, a rappresentare la Provincia di Perugia: «Siamo vicini alle maestranze dell’Ast, alle loro famiglie e a tutte quelle realtà produttive – dice Guasticchi – che grazie a questa azienda operano e lavorano in tutta l’Umbria». Messaggi di adesione sono arrivati anche dal gruppo consiliare in Regione e dal direttivo femminile regionale del Pdl, secondo i quali «solo attraverso l’unità delle forze politiche, sindacali e dell’associazionismo di categoria e sociale si può pensare di lanciare un messaggio forte al governo italiano e all’Europa».
Il caso Ugl Ma, ed eccoci al ‘caso’ a sfilare ci sarà anche il segretario generale della Ugl, Giovanni Centrella, che, afferma una nota del sindacato, vuole manifestare «in difesa di un sito strategico come quello di Ast e dei tanti lavoratori che da troppo tempo stanno pagando il prezzo delle incertezze e delle indecisioni sulla gestione del futuro del polo produttivo». Il segretario della Ugl, però, dovrà fermarsi ai piedi del palco. Nonostante un vorticoso giro di contatti – tra coloro che premevano per fare in modo che potesse intervenire, quelli ai quali, invece, l’idea non andava proprio giù e un discreto numero di mediatori – nella ‘scaletta’ degli interventi, per quello di Centrella proprio non si è trovato posto.
Botta e risposta Daniele Francescangeli, segretario della Ugl metalmeccanici; che ha fatto parte della mini delegazione sindacale che martedì era presente a Strasburgo, insieme a Riccardo Marcelli della Fim Cisl; manifesta «delusione ed anche sincero dispiacere, perché così si perde una buona occasione per cercare autentica unità di intenti», mentre da parte delle segreterie di Cgil, Cisl e Uil si fa notare che «intanto l’iniziativa è di queste tre organizzazioni sindacali e poi, quanto all’unità, o si cerca sempre, oppure si rischia di generare incomprensioni, visto che non risulta un’adesione dell’Ugl, per esempio, alla manifestazione su ‘democrazia è lavoro’ in programma per il 22 giugno a Roma».
Il corteo Il percorso della manifestazione sarà quello ‘canonico’: partenza alle 10 dalle acciaierie, viale Brin, piazza Valnerina, via Mazzini, piazza Tacito, corso Tacito e arrivo in piazza della Repubblica, per i discorsi conclusivi, aperti da quello del sindaco, Leopoldo Di Girolamo. Per i lavoratori parleranno un rappresentante dei metalmeccanici, uno dei chimici e uno degli agro-alimentari. Poi toccherà ai leaders: Guglielmo Loy per la Uil, Pietro Cerrito per la Cisl e Susanna Camusso per la Cgil.
