Ast (foto archivio F.Troccoli)

Vertenza benefici amianto lavoratori Tk-Ast. Si è messo in moto l’Osservatorio nazionale amianto (Ona onlus) presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni che, di fronte alle denunce di Andrea Liberati (M5s) e all’intervento dei sindacati, chiede che «si faccia definitivamente chiarezza sulla questione legata all’amianto nel sito siderurgico di Terni dove i benefici per lavoratori sono stati riconosciuti solo fino ai primi anni Novanta mentre nel resto d’Italia si è arrivati anche al 2003 e oltre». Fermo restando che si pongono interrogativi sulla presenza di amianto all’interno di Tk-Ast.

Vertenza benefici amianto lavoratori Tk-Ast Più nel dettaglio il presidente dell’Ona scrive: «Fin dal 2011 abbiamo evidenziato la persistenza del rischio amianto in molti siti produttivi umbri, tra i quali la Tk-Ast, ma alle richieste non hanno fatto seguito le doverose e necessarie iniziative in termini di prevenzione primaria (per evitare ogni futura esposizione), di prevenzione secondaria (per la diagnosi precoce e la migliore terapia di coloro che si fossero già ammalati di patologie asbesto correlate) e terziaria in termini di prepensionamento dei lavoratori esposti e di risarcimento dei danni di quelli già ammalati, ovvero in favore dei familiari di coloro che fossero già deceduti». E poi: «Le recenti prese di posizione di forze sindacali e politiche inducono l’Osservatorio nazionale amianto a tornare sulla vicenda Tk-Ast e quindi a chiedere con forza, come mai solo per quanto riguarda i siti lavorativi di Terni e dell’Umbria i benefici amianto sono stati riconosciuti solo fino ai primi anni ’90, mentre nel resto d’Italia si è arrivati anche al 2003 e anche oltre? All’interno di Tk-Ast ci sono ancora macchinari, installazioni e materiali con presenza di amianto? Quando sono state effettuate le ultime bonifiche?».

L’intervento dell’Osservatorio nazionale Dopodiché il messaggio alle istituzioni, ai sindacati e alle forze politiche: «Occorre che venga fatta definitivamente chiarezza sulla questione legata ai benefici amianto nel sito di Terni, per questo l’osservatorio – sono le parole dell’avvocato Bonanni – ha costituito il comitato ‘Vertenza benefici amianto lavoratori Thyssenkrupp’, con assistenza per i lavoratori che intendono richiedere il riconoscimento dei benefici fino al 2003, il prepensionamento, oltre alla sorveglianza sanitaria, anche perché il dato epidemiologico testimonia di un gran numero di patologie asbesto correlate anche in altri settori, tra cui quello ferroviario (in relazione alla presenza delle Officine ferroviarie di Foligno). L’Ona renderà pubbliche le iniziative assunte e quelle che assumerà nei prossimi giorni, settimane e mesi, per ottenere il prepensionamento di tutti i lavoratori, e il risarcimento dei danni in favore di coloro che hanno subito un pregiudizio per l’esposizione al minerale cancerogeno».

La denuncia di Andrea Liberati (M5s) Il caso era stato sollevato dal consigliere regionale Andrea Liberati (M5s) che ha denunciato come «circa 300 lavoratori di Tk-Ast sarebbero dovuti andare in pensione anticipatamente perché per lungo tempo esposti alle fibre di amianto e non con la mobilità incentivata». Il capogruppo in Regione dei Cinque stelle nel suo intervento ha anche attaccato duramente i sindacati: «il ministro Poletti fece sorprendentemente marcia indietro dopo aver già firmato l’atto con cui il governo concedeva obbligatori benefici di legge ai lavoratori Tk-Ast esposti all’amianto, ma l’iniziativa ministeriale fu infatti totalmente sgradita ai vertici nazionali di alcuni sindacati che si mobilitarono impetuosamente, ma senza far chiasso, tanto che se n’è venuti a conoscenza soltanto ora».

La replica dei sindacati Dall’altro lato della barricata le organizzazioni sindacali non hanno tardato a replicare: «Il consigliere regionale ci ha sollecitato via fax a verificare la presenza di amianto all’interno del sito di Terni, ma precisiamo che non spetta a noi il ruolo di ispezione e verifica, in quanto è di competenza degli organi preposti a svolgere questa funzione.Il sollecito al nostro indirizzo è fuori luogo e strumentale, in quanto le istituzioni pubbliche hanno piena facoltà e diritto di chiedere, tramite segnalazione o denuncia, alle strutture preposte, la verifica di quanto richiesto nella lettera a noi inviata. Abbiamo sempre adempiuto – è la posizione unitaria dei sindacati – agli obblighi di legge assegnatici, avendo ben chiaro il ruolo dei sindacati, delle Rsu e degli Rls intendiamo proseguire nel percorso, mai venuto meno, in materia di sicurezza sul lavoro e in difesa della salute dei lavoratori e dell’ambiente nel quale essi operano».

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