Mario Bravi

di Marco Torricelli

Le notizie che arrivano da ‘casa Outokumpu’ non hanno fatto piacere alla Cgil regionale. Che esprime «forte preoccupazione per la situazione di indeterminatezza in cui si trova il sito industriale Acciai Speciali Terni rispetto al processo di vendita, i cui tempi rischiano di diventare un ostacolo per la difesa del ruolo strategico delle produzioni e, di conseguenza, dei livelli occupazionali».

Il piano industriale Mario Bravi, che della Cgil è il segretario regionale, ribadisce «l’esigenza di conoscere nel dettaglio il piano industriale presentato nelle offerte e le modalità operative in esso contenute. Diventa indispensabile, affinché Ast continui ad avere un futuro industriale, accelerare i tempi entro i quali si possa fare chiarezza sulla futura proprietà del sito». Per il sindacato, infatti, «è necessario individuare un partner industriale capace di competere sui mercati internazionali e con le risorse finanziarie per far funzionare una struttura produttiva complessa come quella di Ast».

I tempi E Lucia Rossi, che fa parte della segreteria regionale, dopo aver guidato quella ternana, mette in evidenza la «preoccupazione per le conseguenze della dilatazione dei tempi, quali il calo dei volumi registrato negli ultimi mesi, che rendono così il sito meno competitivo». Nelle procedure di vendita, ribadisce che «valori come quello dell’integrità dell’Ast non possono essere scalfiti da decisioni penalizzanti uno strategico e importante impianto industriale per il Paese».

Il governo La Cgil regionale, quindi «chiede un intervento più incisivo e diretto del governo italiano nei confronti di Outokumpu, della Commissione europea e dei soggetti industriali che hanno manifestato l’interesse per l’acquisizione, al fine di garantire la tutela del sito siderurgico ternano che, con le sue produzioni, rappresenta una eccellenza nel contesto nazionale». E venerdì glielo diranno, a voce, nel corso del vertice programmato a Roma.

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