Leopoldo Di Girolamo

di Marco Torricelli

Muti. Uno sarebbe tentato di scrivere ‘come tombe’, ma magari se la prendono a male. E allora, forse, è meglio dire che i vertici delle istituzioni locali mantengono il più stretto riserbo sugli esiti dell’incontro – «quale incontro?», prova a scherzare qualcuno – che hanno avuto lunedì al ministero dello sviluppo economico.

Di Girolamo Il sindaco, Leopoldo Di Girolamo, fa dire dall’ufficio stampa del Comune che «non è il caso di dare grande risonanza ad un’iniziativa che rientra nel quadro di una serie di consultazioni informali che hanno, come denominatore comune, la ricerca di una soluzione rapida ed efficace della questione relativa alle acciaierie». Chiarissimo.

Polli Il presidente della Provincia, Feliciano Polli, taglia corto: «Nulla da dire, se non che le istituzioni stanno svolgendo per intero il loro dovere, che è quello di lavorare concordemente per contribuire, di concerto con il governo nazionale e la Commissione europea, al raggiungimento di un risultato che salvaguardi il lavoro e determini le condizioni per le quali le parti interessate alla trattativa in corso possano trovare un punto di incontro». Lapalissiano.

Marini Anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini, rispetta la consegna del silenzio. Le uniche cose che trapelano sono relative alle ‘interpretazioni’ che sono state date ai fatti: gli amministratori umbri, cioè, non sarebbero per niente andati dal ministro per dare spiegazioni sulla controversa lettera inviata ad Almunia, ma per concordare una strategia comune. Il che, non fa una piega.

Rossi Il problema, a ben vedere, sta proprio in questa ‘strategia comune’. Tanto che il senatore del Pd, Gianluca Rossi, commenta laconicamente che: «alla luce delle numerose iniziative, formali e non, che si stanno succedendo in queste ore in merito al destino della siderurgia e della chimica della città di Terni, appare quanto mai opportuno ricondurre tutti gli sforzi in atto ad un maggior coordinamento e ad una maggiore collegialità istituzionale, finalizzati esclusivamente al raggiungimento degli obiettivi da tutti auspicati cosi come indicato dal Consiglio comunale concluso dal sottosegretario De Vincenti». Meno laconica la richiesta: «Nelle prossime ore, si prenda l’iniziativa di convocare una riunione tra le istituzioni locali, i parlamentari nazionali e quelli europei della nostra al fine di definire e condividere i percorsi e gli obiettivi suddetti».

In Parlamento Martedì mattina, peraltro, l’argomento Tk-Ast è arrivato, per via indiretta, in Parlamento: «Merito del collega Gennaro Migliore, di Sel – racconta l’onorevole Adriana Galgano, di Scelta civica – che ha invitato il presidente del consiglio a ‘battere i pugni sul tavolo’, nei due giorni in cui sarà al Consiglio europeo (giovedì e venerdì; ndr), che sarà incentrato sulla politica economica e, in particolare, sulle misure da intraprende per favorire la competitività, l’occupazione giovanile, il finanziamento dell’economia e la crescita». Approfittando dell’assist, spiega Adriana Galgano, «ho ricordato al presidente Letta di cogliere l’occasione per ribadire ai governanti di Finlandia e Germania che, se loro sono molto attenti alle questioni relative ad Outokumpu e ThyssenKrupp, altrettanto attenti sono i membri del governo italiano e di chiarire che le decisioni non possono essere prese prescindendo da un nostro coinvolgimento».

Unità di intenti Da parte di tutti, insomma, si mette l’accento alla necessità di procedere ‘come un sol uomo’. In quale direzione, però? «La soluzione ideale – dice Adriana Galgano – sarebbe quella della vendita, rapida, da parte di Outokumpu ad Aperam e soci, ma la situazione è molto complessa e delicata». Ovvio, visto che i finlandesi ci rimetterebbero, in un colpo solo, una barcata di milioni di euro (sei o settecento, non bruscolini). Ma il ‘piano B’, cioè la permanenza di Ast nella galassia finlandese, dovrebbe passare per una consistente ‘piallata’ dei volumi produttivi complessivi e, si teme, soprattutto ternani. E forse, a quel punto, i sindacati – silenti, loro malgrado – farebbero sentire anche la loro voce.

Il convegno Chi si appresta a farla sentire, la propria voce, intanto è il Pdl. Per il 12 luglio ha organizzato, a Terni, un convegno su ‘Il futuro della siderurgia italiana nel nuovo piano d’azione dell’Unione europea’, al quale prenderà parte il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani; insieme al sottosegretario Rocco Girlanda, all’europarlamentare Alfredo Pallone, i parlamentari Pietro Laffranco e Luciano Rossi; ai consiglieri regionali Raffaele Nevi e Massimo Mantovani.

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