I lavoratori della Tk-Ast

di M. To.

Parlano con una sola voce, alla vigilia di quello che si preannuncia come uno sciopero imponente, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini; il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli e dal sindaco della città, Leopoldo Di Girolamo: e definiscono «gravi le azioni che in questi giorni l’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, sta mettendo in atto, volte allo scioglimento dei consigli di amministrazione di tutte le società del gruppo, in quanto rischiano di compromettere definitivamente le prospettive future e di mercato di alcune delle società».

Accordi disattesi La presidente Marini, il presidente Polli ed il sindaco Di Girolamo ricordano che «dopo l’incontro avuto con ThyssenKrupp in presenza dei rappresentanti del governo, sede nella quale si era definito inaccettabile il piano industriale presentato dalla multinazionale, si era, invece, definito un percorso di confronto, che non è avvenuto, che non pregiudicasse l’assetto di autonomia organizzativa e gestionale di tutte le società interne al perimetro industriale ed integrato delle acciaierie di Terni».

Le consociate In particolare, è il richiamo, «per la Società delle fucine, il Tubificio e Aspasiel sarebbe opportuno, prima di procedere allo scioglimento dei rispettivi consigli di amministrazione e all’incorporazione, favorire un piano industriale che dia futuro occupazionale ed anche di mercato alle società stesse».

Aspasiel Secondo Marini, Polli e Di Girolamo, peraltro, «Sorprende che la decisione di Ast di incorporare Aspasiel, che è pure legittima per quanto attiene la struttura interna del sistema informativo, non è però compatibile per quanto attiene invece alla gestione del data-center, dove esiste il progetto di data-center regionale, che a nostro avviso va perseguito ricercando collaborazioni con nuove imprese, sia a livello regionale che nazionale».

Il governo Da qui la richiesta, al governo e al ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi, «di intervenire su ThyssenKrupp affinché si interrompa questo percorso che l’amministratore delegato Morselli sta gestendo come fosse una normale attività ordinaria di tipo aziendale, quando invece muterà – concludono – in marniera radicale e profonda la complessità industriale che le stesse società hanno rappresentato e rappresentano tuttora».

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