di Marco Torricelli
La verità? E’ andata male. Sarà il caso di partire da questo, per poi ragionare su cosa fare e come farlo, per provare a raddrizzare una barca che è pericolosamente inclinata e imbarca acqua.
I commenti Perché se i commenti ufficiali – sindacati a parte – sono tutti allineati sulle posizioni espresse dal sindaco Di Girolamo, che tende a mettere in risalto il fatto «di aver potuto avere un confronto diretto con il commissario Almunia, che ci ha garantito, nonostante il rinvio, tempi rapidi per la conclusione della vendita di Ast da parte di Outokumpu»; le considerazioni vere, poi, sono altre: «Indubbiamente non possiamo dire di tornare a Terni con un risultato esaltante – dice il presidente del consiglio comunale, Giorgio Finocchio – che, peraltro, era davvero difficile ipotizzare. Diciamo, però, che adesso abbiamo alcuni elementi in più, per fare delle valutazioni più concrete e, soprattutto, per incalzare il governo e stimolare una sua presa di posizione più decisa».
Il governo? Di sicuro non è passata inosservata l’assenza, a Strasburgo, di una rappresentanza governativa: «C’erano alcuni parlamentari, è vero – dicono i consiglieri comunali ternani al momento di rimettersi in macchina per affrontare i mille e più chilometri per tornare a casa – ma se la minaccia di ricorso, contro le concessioni fatte dalla Commissione europea ad Outokumpu in relazione al rinvio della vendita, invece che i parlamentari l’avesse fatta un rappresentante del governo, forse il valore sarebbe stato diverso».
L’indiscrezione Soprattutto perché martedì, mentre si aspettava l’inizio della tornata di incontri, l’onorevole Adriana Galgano ha spiegato che, sulla base di informazioni in suo possesso, «Outokumpu è molto attiva, nei confronti del commissario Almunia (attività lobbistica assolutamente lecita, è il caso di chiarire; ndr) nel far presenti le difficoltà che incontra nel portare a termine questa operazione di vendita». La multinazionale, insomma, fa il suo mestiere. Non sarebbe male, commentavano i consiglieri comunali ternani, «se anche il governo facesse la propria in maniera più decisa».
La disponibilità Stando a quello che racconta chi, nell’avveniristico complesso che ospita Parlamento e Commissione europea è di casa, «non è usuale che Almunia sia così disponibile a incontri e riunioni su argomenti tanto specifici» e, quindi, si poteva – si doveva? – sfruttare meglio l’opportunità: «Ma il governo, forse, non ci ha creduto – è il commento ternano – e ci ha lasciati da soli, nonostante le promesse».
La Regione Ma la pattuglia dei consiglieri comunali ha anche un altro cruccio: «Sinceramente speravamo – è la posizione condivisa – nella presenza della presidente della Regione. L’assessore Vincenzo Riommi, al quale siamo grati per essere venuto a Strasburgo e che come sempre ha dato prova di grande competenza, ha svolto il suo ruolo con la consueta determinazione, ma è indubbio che la presenza anche di Catiuscia Marini avrebbe dato una valenza diversa alla cosa».
I sindacati Altro tema delicato, ma che non può essere ignorato in fase di consuntivo, è quello dei rapporti, decisamente tesi, tra il mondo politico e istituzionale ternano ed una parte del sindacato che, inviando una delegazione decisamente risicata, oltre che confermare la necessità, urgente, di un confronto che riporti serenità, ha mostrato di non credere, fin dall’inizio, nella possibilità che da Strasburgo si tornasse con risultati eclatanti. Ma anche di non aver gradito una serie di iniziative, a partire dal doppio consiglio comunale straordinario, nelle quali si è sentita scavalcata.
I rapporti Ora, però, anche per le organizzazioni sindacali si apre una fase molto delicata, perché le preoccupazioni dei lavoratori aumentano e questo farà sentire, senza dubbio, i propri effetti già nella manifestazione in programma per il 18 giugno a Terni. Questo, al di là di quelli che saranno i commenti ‘ufficiali’, è il primo obiettivo da perseguire: risalire tutti sulla barca e, possibilmente, riequilibrando il peso. Altrimenti si rischia.
