di Marco Torricelli
Ci mancava il giallo – vero o presunto che sia – sul vertice di venerdì al ministero dello sviluppo economico. Attilio Romanelli, a metà pomeriggio, è categorico: «Alla Camera del lavoro e alla Cgil nazionale non è arrivata nessuna convocazione ufficiale dal ministero e, quindi, la Cgil non andrà. La Fiom si confronterà con le altre rappresentanze di categoria e deciderà in autonomia».
Tensione Si prova a capire meglio, ma le bocche sono cucite: «Probabilmente – dice un altro sindacalista, previo giuramento sull’anonimato – alla base c’è una diversa interpretazione delle cose. La riunione era già stata programmata e non servivano altre convocazioni, tanto che ci è stato annunciato, informalmente, che si vorrebbe anticipare di una mezz’ora, iniziando alle 9,30». Ecco, informalmente.
Le telefonate Tanto che Claudio Cipolla, della Fiom, conferma: «Di ufficiale nessuno ha ricevuto nulla. Ci siamo confrontati con i nostri rappresentanti nazionali che, al telefono, ci hanno detto che ci si vedrà domattina, ma nemmeno si sa bene con chi ci incontreremo». Ma la Cgil dice che non viene: «Le categorie andranno a Roma e ascolteranno le cose che verranno dette», è la replica.
I dubbi La faccenda, sembra di capire, non è ancora arrivata al punto tale da poter mettere tutte le carte in tavola e trattare sul serio. Per tradurre: gli incontri sui tavoli riservati, che si stanno svolgendo da giorni – tra ThyssenKrupp, governo e sindacati nazionali – non avrebbero ancora prodotto risultati tali da poter essere tradotti in un accordo nel quale coinvolgere anche le rappresentanze locali dei sindacati. E, quindi, ecco che ritorna quel termine – informale – che potrebbe diventare la versione ufficiale da fornire venerdì, al termine dell’incontro. Insomma: si naviga a vista.
L’incontro Nella sede romana della Regione dell’Umbria, intanto, giovedì si sono incontrati, su invito della presidente Catiuscia Marini, i vertici delle istituzioni locali – erano presenti anche il presidente della Provincia e il sindaco di Terni, Feliciano Polli e Leopoldo di Girolamo – e una rappresentanza dei parlamentari di Camera e Senato eletti in Umbria: «Salvaguardia del sito industriale Tk-Ast di Terni, tutela dell’occupazione, una strategia industriale che dia prospettive di maggiore competitività dello stabilimento: sono questi – spiega la presidente Marini – i principali obiettivi su cui si è convenuto». E pure questa formula lascia capire che, a 17 giorni dal 4 ottobre – quando si dovrà fare un accordo – e a dieci dal 29 settembre, quando è prevista la riunione di verifica finale della trattativa, se qualche passo in avanti si è fatto, deve restare riservato.
La trattativa In sostanza si è trattato di «uno scambio di informazioni, al fine di un positivo raccordo delle iniziative che, nell’autonomia di ciascuno, potranno essere assunte nel corso dei prossimi giorni, in costanza della trattativa che si sta svolgendo tra la dirigenza Ast e le organizzazioni sindacali, con la mediazione del governo e che vede impegnati in prima persona il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi e il viceministro, Claudio De Vincenti». Entro breve «sarà calendarizzato un nuovo incontro con la partecipazione dei parlamentari europei della circoscrizione Centro-Italia – in questi giorni impegnati nella sessione ordinaria a Strasburgo – al fine di condividere anche con loro le iniziative da assumere in sede europea allo scopo di ribadire la comune volontà di tutti per il mantenimento dell’assetto industriale del sito di Terni».
Consiglio Comunale Nel frattempo, nel consiglio comunale di Terni, andava in scena l’ennesimo gioco delle parti, con tre documenti diversi, uno della maggioranza e due delle opposizioni, che – dopo l’ennesima manfrina delle riunioni separate dei gruppi e poi della ‘capigruppo’ – sui quali non si è riusciti trovare un accordo, sono arrivati al voto.
Disaccordo Oltre che sui documenti, poi, non c’è accordo nemmeno sull’esito del voto. La maggioranza si è votata il proprio documento, illustrato da Andrea Cavicchioli (Pd) e sul quale gli altri si sono astenuti. Dieci consiglieri di minoranza hanno votato l’atto del gruppo misto, illustrato da Paolo Crescimbeni e sul quale la maggioranza si è astenuta, come ha poi fatto – quasi tutta – anche sul documento del M5S, illustrato da Thomas de Luca e che ha raccolto 8 voti: compreso quello di Silvano Ricci (Sel), ma non quelli di forza Italia. Approvato il primo, ovviamente, secondo la maggioranza. No, approvati tutti, secondo le opposizioni, perché «il regolamento – dice Federico Pasculli, del M5S – spiega che l’astensione non è un voto contrario e, quindi, tutti e tre gli atti sono stati approvati». Sia come sia e valga per quel che valgano quei documenti, resta il fatto che non si sono messi d’accordo manco sulle acciaierie.
Nuovi tagli Intanto, però, la strategia-Morselli va avanti come, dalla stessa, previsto: adesso nel mirino sarebbero finiti, oltre ai dirigenti e gli appalti alle ditte esterne, anche i contratti di servizio vero e proprio. Uno, per dire, è quello della Cesar Group, l’istituto di vigilanza privata che si occupa della sicurezza aziendale – alle portinerie c’è il loro personale – e che ha anche messo a disposizione la ‘scorta’ per la stessa Lucia Morselli.
L’assedio E la Cesar sarebbe finita nel mirino dell’ad anche per quanto successo nel pomeriggio del 31 luglio, quando i lavoratori, di ritorno dal blocco dell’A1, avevano fatto irruzione nella palazzina degli uffici, costringendo Lucia Morselli a trascorrervi la notte, prima di essere portata fuori, all’alba del giorno dopo, con una manovra a sorpresa.
TerniOn Venerdì sera, sempre che a Roma la faccenda non vada per le lunghe, sul palco di TerniOn – la notte bianca – ci sarà una delegazione dei lavoratori: «Non sfugge a nessuno – dice l’assessore Daniela Tedeschi – il momento estremamente delicato che Terni sta vivendo, a causa delle incertezze sul futuro dell’acciaieria e di suoi lavoratori. Per questo, insieme agli organizzatori di TerniOn, abbiamo deciso di inaugurare il festival con un messaggio dei rappresentanti dei lavoratori di Ast che verrà lanciato direttamente dal palco principale, prima del concerto di venerdì sera. È il modo che abbiamo scelto per tenere accesi i riflettori sulla città e le difficoltà che sta vivendo».
