Tk-Ast (foto F.Troccoli)

di Chiara Fabrizi
Twitter @chilodice

Di ufficiale intorno all’appalto Ecoindustria c’è ben poco, ma a grattare qua e là qualche conferma alla mail anonima inviata nella notte presumibilmente dai lavoratori della società coinvolta nell’inchiesta Acciaio d’oro si trova.

LA VERTENZA AST

Ast ed Ecoindustria ai ferri corti In particolare, ufficiosamente si apprende che la ditta esterna, che per il sito si occupa di movimentazioni, imballaggi e spedizioni, non verrebbe pagata da Tk-Ast dallo scorso agosto, tanto che la cifra che viale Brin dovrebbe liquidare girerebbe intorno a quota 1.4 milioni di euro. Inutile dire che le interlocuzioni con i manager del sito siderurgico sono serrate, ma finora di frutti non se ne sarebbero raccolti. Tk-Ast, questa la versione più verosimile, non sarebbe intenzionata a pagare perché le fatture arretrate alla luce delle accuse formulate dalla procura della Repubblica di Terni nell’ambito di Acciaio d’oro, inchiesta su cui le indagini sono tutt’altro che concluse.

LA VICENDA AST IN UN MINUTO

Diffida e ultimatum In questo quadro Ecoindustria, che in organico ha una trentina di lavoratori, avrebbe inviato nei giorni scorsi una lettera di diffida a viale Brin, chiedendo il pagamento delle spettanze. Il documento ha il profilo dell’ultimatum perché, così risulta, tra le righe verrebbe giocoforza minacciata la sospensione della fornitura di servizi e quindi dell’appalto se le fatture non dovessero essere liquidate. Da qui l’allarme dei lavoratori di Ecoindustria che rischiano di perdere a strettissimo giro il posto di lavoro, nonostante alcuni di loro siano altamente specializzati, come i carropontisti e gli addetti ai mezzi di sollevamento, e sostituirli per Ast non sarà semplice.

A rischio 28 posti di lavoro Ufficialmente nessuna comunicazione sarebbe arrivata ai rappresentanti sindacali di Ecoindustria, che nelle scorse settimane avrebbe perso anche un subappalto Ilserv per il trasporto dei coils, anche Ilserv nei giorni scorsi ha minacciato un estate bollente se da Tk-Ast non dovessero arrivare a breve risposte sulle offerte d’appalto presentate da tempo. Tuttavia i lavoratori avrebbero informato i sindacati, rappresentati nella ditta esterna Uilm e Fim, degli sviluppi delle ultime settimane con i delegati che avrebbero avviato una serie di interlocuzioni. Nella mail inviata anonimamente dai lavoratori si legge: «Ci sono state fatte tante promesse ma di fatto non abbiamo nessuna certezza. Con tanta amarezza emerge che gli operai dell’indotto sono abbandonati a situazioni che non sono in grado di sostenere con il ricatto del posto di lavoro al quale non vorrebbero rinunciare».

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