Tk-Ast, la protesta continua

di Marco Torricelli

Se non fosse stato chiaro, mercoledì i sindacati lo hanno pure messo ‘nero su bianco’: «Il governo italiano deve azzerare e riavviare la discussione sul futuro di Ast con la multinazionale ThyssenKrupp, con le istituzioni locali e il sindacato sulla base di un vero piano industriale, che garantisca prospettive e certezze alla più importante industria di acciai speciali del paese e al principale sito produttivo dell’Umbria. Il piano presentato dall’amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli, è da considerarsi inaccettabile e irricevibile».

LO SCIOPERO DI VENERDI’

L’incontro Il messaggio è stato consegnato, dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil  – Mario Bravi, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini- anche a nome di tutti i sindacati di categoria, al sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo; all’assessore regionale Vincenzo Riommi e al presidente della Provincia ternana, Feliciano Polli.

La richiesta I sindacati hanno ribadito alle istituzioni locali la necessità di «un’azione forte e immediata» nei confronti del governo nazionale, chiamato a sua volta a sollecitare un intervento dell’Unione europea, affinché la vertenza Ast, «che ha una chiara valenza nazionale ed europea, sia affrontata e risolta ai livelli che le competono». C’è bisogno, hanno detto, «di una svolta negli indirizzi economici nazionali ed europei, che restituisca finalmente al paese una politica industriale seria ed efficace. Solo così anche la vertenza Ast potrà essere inquadrata in un progetto di ripresa e sviluppo del Paese».

La mobilitazione Nella giornata di giovedì si concluderà il ‘ciclo’ di scioperi con assemblee in fabbrica, ma i sindacati avvertono che «si sta predisponendo un nuovo calendario di iniziative di mobilitazione, che verrà reso noto nei prossimi giorni». Mercoledì, intanto e come previsto, non si sono presentati all’incontro convocato dall’azienda per discutere di non meglio identificate strategie commerciali.

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