Prima i sindacati accusano le associazioni datoriali di muoversi per conto proprio e di restare in un silenzio assordante, poi la replica di Confartigianato, affidata ad una lettera del presidente Flamini. «Nessuno dica che siamo fermi: il nostro impegno per le aziende c’è e continuerà anche in futuro». La delicata situazione delle 130 aziende dell’indotto Ast torna al centro della discussione.
La lettera Dopo che i sindacati hanno lanciato un grido d’allarme anche contro le associazioni datoriali, ree a loro dire di andare per conto proprio nella questione dell’indotto Ast, ecco la replica di Confartigianato. Flamini risponde citando tutte le operazioni portate avanti dalla sua confederazione. «Le manifestazioni a cui abbiamo partecipato, i comunicati stampa relativi agli allarmi su Ast e indotto, trasmissioni tv dedicate al tema, incontri col prefetto Bellesini, appelli agli istituti di credito, alle istituzioni e alle organizzazioni sindacali. Tutti elementi che riteniamo possano essere un evidente segnale di coinvolgimento diretto nella questione Ast indotto. Leggere sui quotidiani una vera e propria accusa nei confronti delle associazioni datoriali, fa intravedere un’evidente disattenzione nei confronti delle azioni intraprese e condivise con la città. Il silenzio assordante è l’ossimoro più adatto agli appelli fatti e rimasti inascoltati, che in questi anni hanno lanciato allarmi anche per altre categorie vessate dalla crisi, come per esempio l’edilizia, uno dei motori trainanti della nostra economia, che ha visto perdere oltre 2.000 posti di lavoro in questa provincia e di cui pare nessuno se ne sia ancora accorto».
L’appello «Pare piuttosto – continua Flamini – che i nostri appelli siano rimasti inascoltati. Riteniamo che segnalare l’assenza delle associazioni sia un atteggiamento che evidenzia la mancanza totale di considerazione nei confronti delle azioni intraprese e quindi delle aziende che rappresentiamo. Una conferma della non disponibilità al dialogo nei confronti delle imprese dell’indotto. Auspichiamo, in futuro, maggiore attenzione nell’osservare quello che viene fatto quotidianamente per la rinascita di questo territorio. L’impegno da parte nostra per le imprese dell’indotto c’è e continuerà, ma deve esserci il contributo di tutti. Prima si eviterà di perdere tempo in accuse e discussioni sterili, prima ci si renderà conto che queste non servono e prima potremo nuovamente tornare a scommettere sulla ripresa economica del nostro territorio».
