Timori sul futuro della centrale Enel di Bastardo (Giano dell’Umbria) e sulla riorganizzazione di Enel infrastrutture e reti interessata da una riorganizzazione territoriali. Questi i fronti su cui il consigliere regionale Sandra Monacelli (Udc) ha chiesto lumi alla giunta regionale, sollecitata ad avviare confronti con la società.
Centrale di Bastardo L’esponente politica ha infatti riferito che per l’attività del sito di Bastardo, un centinaio i lavoratori diretti in organico, «rischia di essere messa in discussione dalle recenti normative europee che regolano le emissioni in atmosfera degli impianti produttivi. Notizie preoccupanti – ha proseguito Monacelli – che non possono essere ignorate dalle istituzioni, chiamate anche dalle sigle sindacali ad approfondire la situazione e dare certezza ai lavoratori».
Riorganizzazione territoriale Enel Non solo. Secondo il consigliere regionale sarebbero particolarmente allarmanti le ricadute della ristrutturazione dell’assetto organizzativo territoriale definito da Enel infrastrutture e reti: «Su scala nazionale – sostiene Monacelli – questa operazione comporterà un taglio del personale di 178 unità con l’Umbria che rischia di veder drasticamente ridimensionata la presenza di Enel sul territorio, sia sotto il profilo operativo che direzionale».
