Per Thyssen spunta l'ipotesi di fusione con Outokumpu

di D.B.

L’acciaio di Terni fuso con quello finlandese. Nel futuro della Tk-Ast di Terni ci potrebbe essere infatti la fusione con i finlandesi di Outokumpu. A confermare che i contatti sono stati avviati è la stessa multinazionale tedesca. In una nota Thyssen conferma quanto scritto questa mattina da un giornale tedesco ma non aggiunge molto altro alla notizia di una possibile vendita e dei contatti avviati con la società. «Visto che i processi sono ancora in corso – è scritto – non ci sono ulteriori dettagli da fornire». Nei giorni scorsi erano emerse indiscrezioni, lanciate dall’autorevole agenzia di stampa internazionale Reuters, di una possibile cessione del sito di Terni al fondo privato americano Apollo dietro al quale, sempre secondo indiscrezioni, ci potrebbe essere l’appoggio di due partner industriali importanti come l’italiana Marcegaglia e la coreano Posco. Al momento, l’unica cosa certa è la volontà del gigante d’acciaio di scorporare il settore inox entro il 2012.

Chi è Outokumpu Outokumpu è uno dei più importanti player internazionali dell’acciaio. La società finlandese, forte di ottomila dipendenti dislocati in molti Paesi, ha una lunga storia alle spalle (è nata nel 1932) ed ha tre grandi stabilimenti produttivi in Inghilterra e sei punti in Italia, tutti nel Nord. I finlandesi rappresentano il più piccolo dei produttori d’acciaio europei e una possibile fusione con Thyssen rappresenterebbe la creazione di un gruppo da 18 mila dipendenti e 10 miliardi di euro di fatturato (5,9 di Thyssen Inoxum e 4,3 di Outokumpu). Un’altra tappa del processo di consolidamento del settore acciai che sta interessando tutti i principali gruppi mondiali, stretti in una morsa fatta di alti costi per le materia prime e sovraccapacità produttiva.

I finlandesi confermano Dal canto suo anche la società finlandese conferma quanto scritto dalla Rheinische Post facendo presente come le discussioni vertano al momento sulla valutazione delle «potenziali opzioni strategiche, inclusa la possibile combinazione con Inoxum». «Le discussioni sono in corso», ha evidenziato la società finlandese, sottolineando come non vi sia «alcuna certezza» sul loro esito. I tedeschi invece continuano a dire quanto già noto da mesi, ribadendo come tutte le opzioni siano ancora sul tavolo: un ingresso in Borsa, uno spin-off oppure una vendita ad un investitore. «A causa dell’attuale incertezza dei mercati finanziari e della conseguente estrema volatilità delle azioni sul mercato – scrive Tk-Ast – riteniamo opportuno tenere aperte tutte e tre le opzioni».

Lo scorporo «ThyssenKrupp AG – prosegue la nota – conferma ancora una volta la sua posizione del maggio 2011 di voler realizzare lo scorporo della business area Stainless Global (Inoxum) dal Gruppo ThyssenKrupp entro un periodo di dodici,diciotto mesi. Lo scorporo di Inoxum è un passo essenziale per lo sviluppo strategico del Gruppo ThyssenKrupp, che è stato deciso per renderlo competitivo a lungo termine, nel futuro. Questo piano strategico comprende un’ottimizzazione del portafoglio, la gestione del cambiamento ed un aumento della performance. Gli obiettivi – conclude la nota – sono la riduzione dell’indebitamento del gruppo, la crescita, l’aumento della redditività e la creazione di valore».

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