La presentazione dello Sportello

Il primo Sportello per l’impresa sociale in Umbria è stato aperto a Ponte San Giovanni. Aiuterà quanti vogliono aprire un’attività nel terzo settore. E’ tra le prime esperienze realizzate in Italia e nasce in Umbria per iniziativa del Laboratorio dell’economia civile della Camera di commercio di Perugia.

A Ponte San Giovanni Lo Sportello per l’impresa sociale aperto presso la sede di Ponte San Giovanni della Camera di commercio, si prefigge lo scopo di divulgare, promuovere, diffondere i valori dell’impresa sociale, mettendosi a disposizione di tutti coloro che intendono avviare un percorso imprenditoriale e professionale all’interno del variegato universo del no profit – il terzo settore – che ha dato origine a un sistema “economico sociale” che già oggi ha dimensioni e peso di notevole rilevanza.

Grande opportunità «Apriamo lo Sportello dell’impresa civile con uno slogan pieno di ottimismo: “il futuro è più radioso di quanto ci si possa aspettare” – ha annunciato Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio – che discende da una convinzione forte: intraprendere e lavorare nel sociale è una grande opportunità, soprattutto per i giovani». E la Camera di commercio di Perugia investe su questo fronte. «Il nostro programma “sociale” ha ampio respiro – ha ricordato Mencaroni. La presenza dell’ente a sostegno dell’economia sociale non è certo dell’ultima ora e si svilupperà anche nei prossimi anni. Lo stesso  Sportello dell’impresa civile, che oggi inauguriamo, segue di qualche mese la istituzione del Laboratorio dell’economia civile, agorà permanente di relazione tra Terzo Settore e Profit».

Social business «L’interesse della Camera di commercio verso l’economia sociale – ha continuato Mencaroni – deriva dalla costatazione che essa  già oggi rappresenta un “pezzo” importante del sistema produttivo locale. Un sistema non profit, ma che genera redditi e apre la strada ad un’economia di tipo “pluralista”,  in cui il mercato delle transazioni orientate al profitto continua a detenere una posizione prioritaria, ma non esclusiva. Ad esso si affianca e si intreccia un “altro mercato”, che prende forma nelle relazioni e negli scambi appartenenti alla sfera della reciprocità e dei valori d’uso. Siamo convinti, peraltro, che per accrescere la competitività del sistema produttivo locale e del territorio sono determinanti il capitale umano, i processi di partecipazione, uno sviluppo locale sostenibile, l’aumento della qualità dei sistemi di welfare. Senza dimenticare – ha concluso il presidente della Camera di commercio –  che l’impresa sociale in questa particolare congiuntura, con la crisi ancora in atto,  il sistema del welfare in affanno, può offrire molte opportunità di intrapresa e lavoro. Certo serve un salto culturale che ci porti nella direzione del social business ma sono sempre più numerosi coloro che intendono  agire in questa direzione».

I numeri Andrea Fora, presidente del Laboratorio dell’economia civile e componente la Giunta camerale, ribadisce con convinzione: «Fare impresa nel terzo settore conviene. In un periodo di crisi non solo economica, ma anche “culturale” e “di rappresentanza”, il Terzo settore rappresenta una fetta importante di territorio. Una realtà che secondo il Rapporto 2010 dell’Eurispes che riporta i dati relativi alla fiducia dei cittadini nelle istituzioni, viene promossa a pieni voti dagli italiani, superando finanche la figura del Presidente della Repubblica,  senza però contare su una attenzione e visibilità che merita». Andrea Fora ha delineato i contorni del fenomeno “sociale” in provincia di Perugia, definendo l’ambito di azione dello Sportello dell’impresa sociale. «I numeri parlano chiaro: solo nella Provincia di Perugia 3.582 unità istituzionali, 591 istituzioni presenti ogni 100 mila abitanti con  un numero di istituzioni nonprofit superiore alla media nazionale, con un valore della produzione di oltre 500 milioni di euro».

Un mondo variegato L’impresa sociale produce ed eroga  servizi di utilità sociale nei diversi settori, dall’assistenza sociale, sanitaria e socio-sanitaria; all’educazione, istruzione e formazione; dalla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; alla valorizzazione del patrimonio culturale, al turismo sociale. Ma è possibile “fare impresa sociale” in qualsiasi settore dell’economia, riuscendo a coinvolgere anche le fasce deboli della popolazione. «In particolare – sottolinea Fora – la formula cooperativa con la sua trasversalità di ambiti applicativi è lo strumento civilistico e imprenditoriale che sembra meglio dare risposte nei periodi critici. Ci sarà sempre più bisogno di un modello di impresa che metta la persona al centro della sua realizzazione e del suo sviluppo. E in questo la proposta cooperativa da sempre cerca di sanare questa antica frattura tra economia e sostenibilità sociale proponendo un modello di sviluppo economico alternativo, che si fonda sull’integrazione tra impresa, economia e sviluppo sostenibile, democrazia e partecipazione».

A disposizione di tutti Lo Sportello dell’impresa sociale è a disposizione di tutti coloro che vogliano avvicinarsi al mondo del terzo settore in forma professionale ed imprenditoriale volendo dar vita a imprese o cooperative sociali oppure impegnarsi nel volontariato e l’associazionismo. Si tratta quindi di indirizzare, assistere e sostenere la volontà di potenziali imprenditori e di altri soggetti, soprattutto giovani, che vogliono impegnarsi nel mondo del lavoro, privilegiando per la propria attività gli aspetti etico-sociali.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

2 replies on “Terzo settore, a Perugia nasce lo sportello per chi vuole fare impresa no profit”

  1. sono un operaio di produzione 5liv.da 10 anni in una ditta che fa gli impianti elettrici.Attualmente sono in cassaintegrazione e obbligatorialmente devo frequentare un corso di 600 ore che riguarda il mio settore e rilascerà una eventuale qualifica.La domanda è questa: cosa mi occorre per aprire una partita iva e rilasciare il certificato di conformità? Rigrazio anticipatamente

Comments are closed.