Le acciaierie di Terni

di Marco Torricelli

Quella di martedì 30 aprile non sarà nemmeno la giornata interlocutoria alla quale ci si preparava. Non sarà e basta. Perché l’incontro programmato al Ministero dello sviluppo economico è stato rinviato.

Il rinvio Nella giornata di lunedì, le segreterie territoriali dei sindacati di categoria hanno ricevuto dal Ministero una laconica comunicazione, nella quale li si informava che per «inderogabili impegni istituzionali» la riunione convocata per il 30 aprile è stata rinviata al giorno 6 maggio. Del resto, come si dice, «ubi maior…eccetera» e siccome dalle parti di Roma, in questi giorni, sono un tantino presi in altre faccende, quella della vendita delle acciaierie passa in secondo piano.

La scadenza Ai sindacati non è restato altro da fare che prendere atto e ribadire «l’impegno a programmare, dopo l’incontro al Mise, assemblee con tutti i lavoratori del gruppo per condividere gli elementi che dal confronto emergeranno». Ormai scontata, a questo punto, la proroga del termine per la cessione dello stabilimento ternano, originariamente fissato per il 7 maggio e che, ovviamente, non potrà essere rispettato. Chi ne parla, da settimane, aveva ipotizzato il prolungamento dei termini di almeno un mese, ma forse non basterà.

Le condizioni Alla prima riunione, infatti, ne dovranno necessariamente fare seguito molte altre, nelle quali mettere a punto tutti i dettagli relativi ad un operazione impegnativa sotto il profilo economico – si parla di circa 600 milioni per l’acquisto dell’Ast – ma anche tecnico-organizzativa: per la valutazione dei debiti pregressi, per la presentazione del piano industriale e alle ricadute sul piano occupazionale, per sciogliere il nodo relativo al Tubificio e per una serie di ‘accessori’ che, c’è da scommetterci, infiammeranno una trattativa destinata a protrarsi per un bel po’.

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