«Economia forte, sostenibile e internazionale, che abbia come faro l’innovazione e la conoscenza». Alla vigilia del voto del ballottaggio tra Leonardo Latini e Thomas De Luca, interviene il presidente di Confindustria Terni. Giammarco Urbani, che invita chi governerà la città a focalizzarsi su alcuni obiettivi, tra cui, «sostenere il potenziale delle imprese esistenti, elevare le competenze delle risorse umane, realizzare e completare le infrastrutture materiali e immateriali, promuovere un sistema inclusivo e valorizzare il brand della città».
Urbani riconosce «che si tratta di una visione ambiziosa, ma per superare il periodo tormentato vissuto dalla città di Terni ci vogliono idee, ambizione e competenze. Siamo consapevoli che non sarà un compito facile e siamo pronti a offrire il nostro supporto costruttivo. Siamo convinti che l’impresa ternana possa rappresentare un fattore di rilancio economico e di sviluppo sociale molto importante. Perché questo possa avvenire occorre che l’impresa occupi un posto centrale negli interessi della comunità, occorre sostenere la sua competitività attraverso l’efficienza della pubblica amministrazione e un sistema di istruzione e formazione efficace». Raccomandazioni anche a tutela del tessuto industriale sopravvissuto alla crisi che «non va sovraccaricato di ulteriori oneri aggiuntivi e di sostenerle attraverso una infrastrutturazione adeguata alle esigenze del tessuto produttivo di Terni. In particolare – sottolinea Urbani – auspichiamo la possibilità di un collegamento ferroviario sicuro e veloce con Roma, il completamento della Orte-Civitavecchia e la realizzazione della bretella San Carlo-Prisciano».
Discorso a parte per il ruolo e la tutela delle aziende multinazionali e delle grandi imprese di Terni: «L’internazionalizzazione – spiega Urbani – è una delle maggiori spinte allo sviluppo, perché l’incremento di competitività delle imprese per raggiungere i mercati esteri costituisce uno stimolo per la crescita del Paese in cui le imprese stesse risiedono. Questa spinta al miglioramento e al radicamento nel contesto socio-culturale e produttivo regionale avviene tanto più rapidamente quanto più velocemente si concretizzano due condizioni: la presenza di competenze per sviluppare attività di collaborazione con le imprese locali e la disponibilità, accompagnata alla capacità del sistema locale, di cogliere le opportunità per adeguarsi agli standard produttivi e di servizio richiesti da una grande impresa. Un percorso lungo e ambizioso, dunque, che può cominciare dalle piccole cose – sostiene Urbani – come la cura del contesto urbano cittadino, passando per la riqualificazione e la sicurezza delle aree industriali, pensiamo possa avviarsi un’epoca nuova per la città. La nostra professione ci impone di essere ottimisti, ma ne abbiamo motivo. Le imprese del nostro territorio stanno investendo, come non avveniva da molto tempo. Guardiamo con grande interesse, inoltre, alle opportunità collegate all’Area di Crisi complessa che nelle prossime settimane diventeranno concrete con l’apertura dei bandi nazionali e regionali per il sostegno agli investimenti».
