Una manifestazione per il lavoro (Foto F.Troccoli)

di Marco Torricelli

Due appuntamenti importanti, nella giornata di lunedì, per altrettante questioni aperte. La Sangemini da una parte e la Tk-Ast dall’altra, saranno oggetto di due vertici che, seppur probabilmente diversi nei toni, saranno ugualmente intensi.

Sangemini Si comincia al mattino, alle 10, nella sede ternana della regione – palazzo Gazzoli – dov’è in programma un vertice tra l’assessore regionale Vincenzo Riommi, le istituzioni locali e i sindacati. Ma ci saranno anche i lavoratori che, dopo la clamorosa protesta dei giorni scorsi – con il blocco della E45 – non hanno intenzione di abbassare la guardia e daranno vita all’ennesimo ‘presidio’ di questo drammatico periodo della storia aziendale.

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Il punto L’incontro di lunedì mattina farà seguito a quello di venerdì – nella sede della Sangemini, tra il management aziendale, gli advisors, i commissari giudiziari ed i sindacati – nel corso del quale è stato ribadito che «l’unica strada ritenuta percorribile – hanno raccontato i sindacalisti – è quella della trattativa con Norda». La cui proposta, però, oltre che provocare la dura reazione dei lavoratori, aveva ricevuto un secco ‘no’ anche da parte degli stessi sindacati.

Il tribunale Ai commissari, però, è stata recapitata anche una proposta alternativa, quella di Francesco Agnello e, oltre alla consegna diretta – considerata irrituale perché fatta dallo stesso imprenditore – ci sarebbe stata anche quella prevista dalla procedura standard: la Sangemini stessa, alla quale la proposta di Agnello è stata consegnata nella stessa giornata di venerdì, avrebbe provveduto ad inoltrarla ai commissari. Che adesso devono decidere se prenderla o no in considerazione, visto che se una prima avance, fatta da Agnello, non era stata considerata valida in quanto non accompagnata da un’adeguata copertura fideiussoria, nella documentazione presentata venerdì quella lacuna era stata colmata.

Tk-Ast Nel pomeriggio, poi, un secondo summit è in programma nella sede perugina della Regione e a presiederlo ci sarà la governatrice, Catiuscia Marini, con a fianco il sindaco Di Girolamo e il presidente della Provincia, Polli. Sarà l’occasione per dare informazioni ufficiali, ai sindacati dei metalmeccanici, sull’esito dell’incontro che si è svolto venerdì con il governo e con gli amministratori delegati di ThyssenKrupp, Heinrich Hiesinger e di Outokumpu, Mika Seitorvita, per fare il punto sulla procedura che sta riportando le acciaierie sotto il controllo tedesco.

IL LUNGO 2013 E IL RITORNO IN THYSSENKRUPP 

Il futuro Nella riunione di venerdì, si legge nel comunicato ufficiale della presidenza del consiglio, «Seitovirta ha sottolineato come il ritorno di ThyssenKrupp rappresenti la scelta migliore nell’ambito del processo di cessione disposto dalla Commissione europea. A sua volta, Hiesinger ha assicurato l’impegno di Thyssen per un futuro industriale e competitivo di Ast». Che significa tutto e niente.

Gli investimenti Perché – e Hiesinger ha ribadito che li si potrà conoscere solo dopo il ‘via libera’ ufficiale della Commissione europea, previsto entro il 12 febbraio – decisivo sarà il piano industriale che i tedeschi stanno predisponendo e i relativi investimenti previsti. Ma non trascurabile è anche il programma di più lungo periodo.

I dubbi Se l’amministratore delegato di Ast, Marco Pucci, si è infatti detto fiducioso sulla possibilità che le acciaierie restino in ThyssenKrupp, gli analisti internazionali hanno già dato il loro giudizio: i tedeschi, magari non tanto presto, ma nel giro di due o tre anni, le rimetteranno sul mercato.

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L’area di crisi  Il vertice di lunedì pomeriggio, peraltro, potrebbe rivelarsi anche l’occasione giusta per riproporre – visto che ci saranno soggetti che sul tema hanno manifestato punti di vista diversi – anche l’argomento ‘area di crisi complessa’, il cui riconoscimento, da parte del governo, potrebbe essere richiesto solo dalla Regione.

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