di M. To.
Mentre le lavoratrici di Aidas si preparano allo sciopero della fame annunciato, sulla loro drammatica situazione torna a pronunciarsi la Cgil.
Il commissiario Tiziano Vendramin ricorda che «ad oltre un mese dalla nomina del commissario straordinario ministerialem che si è andato ad aggiungere al già insediato commissario del tribunale di Terni, siamo costretti a rinnovare le nostre preoccupazioni per l’incerto futuro delle lavoratrici», dopo «mesi che purtroppo ci occupiamo quotidianamente della tutela del lavoro e della disperata situazione economica in cui versano le colleghe Oss ed ausiliarie che con la loro opera – non retribuita da mesi – assicurano comunque l’assistenza a disabili e anziani ricoverati nelle strutture residenziali della cooperativa.
Le responsabilità Secondo Vendramin «Non è opportuno in questa fase aprire un dibattito su come si è arrivati a questo punto, sull’individuazione di chi ha colpe e responsabilità dirette. Non è il nostro compito, saranno le istituzioni preposte e i commissari nominati a spiegare, nel dettaglio e con i libri contabili alla mano, cosa è successo in questi anni e a fornire gli opportuni chiarimenti».
Le decisioni Una cosa certa, conclude il sindacalista della Cgil, è che «non si può più rimandare, occorre che le decisioni degli organi preposti vengano prese nel più breve tempo possibile e comunque entro le date stabilite dalle norme giuridiche esistenti in materia. Continuiamo a chiedere con forza che la tutela del lavoro venga garantita al più presto; chiediamo chiarezza, trasparenza, scelte motivate rispettando i tempi precedentemente stabiliti».
La Usb Anche il sindacato autonomo Usb prende posizione sulla vicenda: «Il contenimento della spesa pubblica si è tradotto, anche sul territorio di Terni, che poteva vantare una forte tradizione sociale, con il taglio delle prestazioni e dei servizi nei confronti dei cittadini disabili ed anziani. Nel frattempo – attacca il sindacato autonomo – complice una dirigenza della cooperativa Aidas incapace, che ha portato economicamente la stessa sull’orlo del baratro ed il silenzio assordante della ‘politica’, si consuma il dramma – simile a molti altri purtroppo – di lavoratrici che non solo non hanno garanzia per una occupazione futura, ma non riescono neppure a recuperare gli stipendi arretrati che non sono mai stati liquidati».
La politica Non è possibile, dice la Usb, che «la politica, quella che dovrebbe essere più vicina al territorio, non faccia per una volta, il proprio compito ed assuma questa come priorità. Non è possibile che non si possano trovare soluzioni di sostegno a donne e uomini che hanno continuato a prestare il proprio lavoro a favore della collettività (perché così è stato in questi lunghi 13 mesi) senza percepire lo stipendio».
