di Massimo Colonna e Chiara Fabrizi

Tensione in Acciaieria e salta a sorpresa il patto sulla sicurezza. Gelo a palazzo Bazzani venerdì mattina dove, alle 11, era in programma la firma del protocollo, che però non è stata apposta per l’indisponibilità dei sindacati, in quei minuti appena reduci da un incontro convocato dall’amministratore delegato di Ast, Massimiliano Burelli, per tentare di evitare lo sciopero di due ore programmato tra venerdì e lunedì. Spiazzati tutti compreso il sindaco Leonardo Latini e il padrone di casa, il prefetto Paolo De Biagi, che si è detto «molto contrariato per la mancata firma da parte dei sindacati. Abbiamo lavorato a lungo e ritengo – ha detto – si tratti di un’occasione persa per tutti». De Biagi ha poi chiesto «scusa» a nome della prefettura di Terni.

VIDEO PARLA IL PREFETTO

Salta il patto ma è confermato lo sciopero Prima del tavolo il prefetto aveva anche tentato una mediazioni coi sindacati, proprio per evitare di far saltare la firma sul patto, a cui si lavora da quasi un anno. Il tentativo di De Biagi, però, non è andato a buon fine e l’accordo è rinviato, a quando dipenderà dalle parti, che al momento sono molto tese. Sì, perché venerdì mattina in Ast era in corso un summit tra le Rsu e l’amministratore delegato Massimiliano Burelli, che aveva convocato i rappresentanti dei lavoratori per evitare lo sciopero, ma anche qui non si è trovata la quadra e nelle prossime ore gli operai e gli impiegati di Ast incroceranno le braccia per dire basta, tra le altre, a «improvvisi e pericolosi spostamenti di personale da un’area all’altra e da un impianto all’altro». In un messaggio circolato tra i lavoratori del sito siderurgico umbro, le Rsu hanno fatto sapere che «dalla riunione non è emerso da parte dell’azienda un atteggiamento propositivo e costruttivo tale da sospendere lo sciopero in corso. Pertanto si conferma lo sciopero come da comunicato condiviso e invitiamo tutti i lavoratori a sostenere l’iniziativa con la massima partecipazione».

Sindacati disponibili a firma Poi la nota condivisa con cui i sindacati di Ast «ribadiscono il valore strategico del protocollo sulla sicurezza» e chiedono «scusa per l’impasse determinatasi e di certo non voluta da noi». Quindi le tensioni con l’ad Burelli, segnate da «forte preoccupazione per il comportamento di Ast, che non favorisce un clima positivo di relazioni sindacali, come è stato sempre nella storia. La decisione di non sottoscrivere oggi il protocollo – si legge – è il risultato di una poco attenta valutazione da parte dell’azienda delle tante criticità presenti nel sito, da tempo non valutate con la dovuta attenzione dal management locale». Tuttavia, i rappresentanti dei lavoratori sollevano anche una perplessità sul protocollo sicurezza della prefettura, che non prevede la firma «delle associazioni datoriali, fatto estremamente grave, vista la presenza di diverse e numerose aziende a loro associate che operano in Ast». Nonostante ciò, comunque, i sindacati «riconfermano al prefetto la disponibilità alla firma del protocollo, da noi sempre sollecitato e richiesto, in un quadro di regole certe e comportamenti corretti e coerenti».

De Biagi: «Contrariato, intesa da recuperare» In questo senso il prefetto De Biagi, dopo aver sciolto la riunione in prefettura, ha spiegato che «l’intesa sul protocollo c’era, perché il protocollo è frutto di un lavoro durato quasi un anno, al quale i sindacati hanno dato un contributo importante e, ovviamente, prima di sottoporlo alla sottoscrizione programmata per stamattina avevamo acquisito la disponibilità di tutti, poi – conferma lo sono subentrati fatti esterni al protocollo, che hanno motivato sindacati a non firmare. Come ho detto – va avanti – mi rammarico di questo, perché la firma era la conclusione di un lavoro comunque utile che spero ci sia l’occasione di recuperare nel prossimo futuro, perché è un impegno che va in una direzione che sta a cuore tutti». Quella della sicurezza dei lavoratori, e ancora De Biagi: «Mi auguro che al di là del dispiacere e rammarico di oggi, per la decisione di non firmare, giunta a pochi minuti dall’orario fissato per la firma, spero si possa recuperare, lo spero ardentemente, perché significa fare qualcosa di positivo per i lavoratori, per l’ambiente di questa città, ma significa anche che le relazioni sindacali e comunque la tranquillità sociale all’interno dell’azienda è stata recuperata».

@tulhaidetto e @chilodice

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