di Chia.Fa.
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Tutti in mobilità. È stata comunicata lunedì sera ai trenta lavoratori dell’Isrim l’attivazione da parte dei commissari della procedura di mobilità per l’intero organico. E per questo, ma anche a causa dell’istanza di fallimento presentata da un ex lavoratore che ha di fatto anticipato al 3 febbraio l’udienza programmata per giugno, che i lavoratori martedì mattina hanno organizzato un sit in di fronte alla Regione.
Sit-in e incontro in Regione In breve è stato quindi organizzato un incontro con l’assessore Vincenzo Riommi, i capigruppo e l’ufficio di presidenza. Al tavolo Sergio Cardinali (Filctem-Cgil), che segue la vicenda, è tornato a ribadire la necessità di individuare una soluzione che salvaguardi l’occupazione per tutte le trenta unità, attraverso la ricollocazione in Asm e nei soggetti privati che lavorano alla creazione di un centro ricerche, mentre per i restanti si vorrebbe attivare la mobilità interna tra pubbliche amministrazioni così da poterli traghettare verso aziende pubbliche partecipate dalla Regione.
Ricollocazione dei 30 lavoratori La proposta sarebbe stata accolta da Riommi e dai capigruppo, impegnatisi a incontrare nuovamente i lavoratori il 27 gennaio prima della seduta del consiglio regionale che vedrà iscritto all’ordine del giorno proprio la vicenda Isrim. L’assemblea sarà quindi chiamata a far propri attraverso l’approvazione di un documento i percorsi di ricollocazione dei lavoratori individuati, che poi dovranno essere sottoscritti con un protocollo anche dagli altri soggetti coinvolti nell’operazione.
Filctem-Cgil e Regione Alla luce della disponibilità incassata, Cardinali (Filctem-Cgil) afferma: «L’impegno spuntato oggi (martedì, ndr) è il massimo a cui aspiravamo come organizzazione sindacale, lo chiedevamo da tempo e finalmente oggi abbiamo avuto una risposta chiara che però – dice – deve essere messa nero su bianco». In questo senso, una nota della Regione spiega: «Salvaguardare le prospettive dell’Isrim unitamente ai livelli occupazionali è l’obiettivo della Regione Umbria, ribadito stamattina a Palazzo Cesaroni dove per ribadire questa volontà, già espressa unanimemente a novembre su una mozione di Stufara (Prc-Fds) che l’assemblea legislativa se necessario è pronta a prendere nuovamente una netta posizione in proposito nel corso della prossima seduta del 27 gennaio».
