Una fase dei lavori

di Elenora Rosati

La situazione è drammatica, forse più di quanto si creda. Questo è il quadro che è emerso dalla conferenza sul tema ‘Artigianato, commercio, piccola media impresa nel futuro di Terni’ indetta su iniziativa del Pdl ternano ed in particolare del coordinatore comunale, Dario Guardalben.

La conferenza Hanno preso parte all’incontro i rappresentanti delle associazioni di categoria (Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Confapi) ed alcuni consiglieri comunali, provinciali e regionali insieme alla segreteria provinciale del Pdl, richiamati dall’urgenza della situazione ternana a confrontarsi e cercare soluzioni al problema economico e sociale della città, ascoltando chi vi si mette in gioco tutti i giorni.

«Chi riaprirà dopo le ferie?» È la domanda che pone il presidente della Confapi, prevedendo una moria di imprese. Carlo Salvati parla di «crisi nella crisi» sottolineando la debolezza politica di Terni nei confronti delle amministrazioni e riconosce il problema principale del credito: «Le banche non supportano più le imprese», e, continua, «nonostante questa sia una crisi che va avanti da anni, è arrivato il momento di aprire gli occhi e chiedere contributi alla Regione. Siamo in ginocchio».

Crollo del potere d’acquisto «Il commercio è il termometro del livello della città», spiega Ivano Rulli, presidente della Confcommercio, «e basta fare una passeggiata in centro per osservare quanti locali commerciali sono sfitti ormai da anni e quanto il potere d’acquisto delle famiglie ternane si riduca ogni giorno di più». A pagarne le conseguenze soprattutto le piccole aziende che contano al massimo 3 o 4 addetti, ma anche la grande distribuzione non è esente dal problema: «Non abbiamo la pretesa di scovare la soluzione definitiva al problema, ma chiediamo almeno piccoli provvedimenti, come l’apertura della Ztl in centro, che ci possano far vedere uno spiraglio di luce».

Troppa burocrazia Il presidente della Confartigianato, Giuseppe Flamini pone l’accento su un’imputabilità comune e sull’eccesso della burocrazia: «La responsabilità è di tutti, istituzioni, imprenditori, lavoratori, indistintamente», perché «l’atteggiamento assistenzialistico ormai non regge più, il mercato ha bisogno di liquidità e le aziende vanno messe nella condizione di lavorare».

Il credito La realtà del commercio ternano è nera, anzi, disperata. Anche la presidente della Confesercenti, Sabrina Bazzanti, è d’accordo sulla problematica principale dell’accesso al credito e chiede ascolto all’amministrazione comunale: «C’è un problema di comunicazione» e a farne le spese maggiori, prosegue, sono le microimprese: «Si pensi ai distributori a conduzione familiare, che ogni giorno spariscono a scapito degli impianti ‘ghost’, senza gestore».

Il turismo come risorsa Ultimo tema toccato, ma non meno caldo, quello del turismo. Non è affatto vero che Terni non ha risorse per attirare turisti, ma finora l’amministrazione non è stata in grado di investire sulle potenzialità peculiari del territorio: «Bisogna investire in strutture ricettive, favorire il turismo congressuale, sportivo e religioso. È vero che le risorse sono poche, ma occorre sfruttarle nel modo corretto», chiede Simona Ratini, del Consiglio direttivo della Fiavet (la Federazione italiana associazioni imprese viaggi e turismo) Umbria.

Essere propositivi Il dibattito si è concluso con l’intervento del consigliere regionale Raffaele Nevi, il quale punta il dito verso il qualunquismo e la necessità di fare proposte concrete: «Bisogna stare dentro al mercato per fare impresa e coglierne le vere problematicità». Soprattutto perché da queste scena a tinte fosche, emergono sottili spiragli di luce. Quello ternano è un territorio che vanta un tessuto sociale di grande forza; occorre individuare i canali e le modalità più giuste per esplicitarne al meglio le potenzialità.

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