di F.T.
«Basell considera chiusa la sua esperienza italiana anche se dal nostro Paese ha ricevuto tanto. Come è possibile restare a guardare mentre le aziende diventano scheletri?». A chiederselo sono in tanti. Fra questi, il segretario nazionale della Filctem Cgil Emilio Miceli, ospite a Terni negli spazi del Caos in un incontro a cui hanno preso parte anche il segretario locale del sindacato dei chimici, Sergio Cardinali, e quello provinciale della Cgil Attilio Romanelli.
Ostaggio «Oltre a licenziare, a Terni come a Ferrara, la Basell – ha osservato Miceli – tiene in ‘ostaggio’ un’area industriale all’interno del polo chimico che potrebbe essere utilizzata per rilanciare altre imprese che, come Meraklon, hanno mercato ma rischiano di soccombere per colpa di fattori esterni, dalla mancanza di spazi ai costi eccessivi dell’energia. E pensare che su questo punto, Terni avrebbe una soluzione a portata di mano con un progetto già presentato». Già. Avere i cluster ma non la chimica. Con l’aria che tira, e le sirene della speculazione per la bonifica dell’area, non c’è da stare allegri.
Chimica imprescindibile Quello che Miceli definisce «il nuovo colonialismo d’impresa» è solo uno degli aspetti di una partita ampia che riguarda l’Italia: «il nostro paese non può non avere la chimica. A meno che non ci si rassegni a gestire una fase di progressiva deindustrializzazione. Anche a Terni c’è materia per intervenire – ha detto il segretario Filcetem – con un’azione pubblica che sblocchi la situazione e che richiami l’azienda alle sue responsabilità».
Verso il 18 Invertire la fase dell’impoverimento continuo, creare gli strumenti per il rilancio della chimica (anche attraverso un coinvolgimento e un nuovo protagonismo di Eni) sono gli obiettivi irrinunciabili per la Filctem, che hanno in Terni un importante banco di prova. «Lo sciopero generale provinciale del 18 giugno – hanno sottolineato in chiusura Cardinali e Romanelli – sarà la prima occasione per rivendicare interventi anche sulla vertenza della chimica, sulla cui soluzione si gioca un pezzo fondamentale del futuro di Terni e dell’Umbria».
