Operai della Meraklon

di Marco Torricelli

In una giornata, forse, importante per la Basell – con la multinazionale americana convocata al ministero dello sviluppo economico per conoscerne le reali intenzioni – è la Meraklon a salire alla ribalta. L’azienda chimica – o almeno una parte di essa – è stata venduta.

I dettagli Per ora non si conoscono le condizioni – per le 19 è previsto un incontro nella sede locale di Confindustria, nel quale verranno illustrati – ma è praticamente certo che almeno una delle due componenti di Meraklon, quella che produce il cosiddetto ‘fiocco’ sia di fatto ormai passata sotto il controllo della multinazionale belga Beaulieu, una delle realtà più importanti, con una quota del 25% – nel mercato del filato di polipropilene. Di fatto, quindi, avverrebbe una separazione, con la Meraklon Yarn, che produce il ‘filo’, che potrebbe passare ad una ‘cordata’, composta da quattro imprenditori locali.

Le indiscrezioni Per acquisire la parte di Meraklon a cui è interessata, la Beaulieu avrebbe messo sul tavolo una proposta composita: un investimento relativamente ‘basso’, compensato da un business plan comprendente investimenti molto massicci. Il tutto le permetterebbe, oltre che confermare l’attuale organico – leggermente superiore alle cento unità – anche di ipotizzarne un ampliamento. Diverso è lo scenario relativo alla Yarn, per la quale le indiscrezioni parlano, invece, di un possibile drastico ridimensionamento rispetto alle 110 unità attualmente occupate, una parte delle quali – forse fino a 40 – potrebbero proprio essere indirizzate verso Beaulieu.

Basell Anche per quanto riguarda la vicenda relativa alla Basell e alla proposta di acquisto fatta – sei milioni e mezzo era stata l’ultima offerta – i sussurri dicono che ci si potrebbe indirizzare verso una soluzione positiva e c’è chi arriva ad ipotizzare un possibile rientro in scena di Terni Research, dopo il clamoroso abbandono delle settimane scorse.

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