L'ex assessore Vincenzo Riommi (foto Troccoli)

In consiglio regionale si è tornati a parlare dell’Isrim, con un intervento dell’assessore allo sviluppo economico, Vincenzo Riommi,sollecitato da una mozione del consigliere Alfredo De Sio (Fratelli d’Italia) approvata all’unanimità.

Riommi «La Regione – ha detto l’assessore Riommi – sta seguendo quotidianamente da tempo la vicenda Isrim. Il prossimo venerdì 4 luglio abbiamo programmato una riunione tra i soci rimasti (Sviluppumbria, Provincia e Comune di Terni) con i commissari, per mettere in campo un disperato tentativo di trovare un soggetto economico privato interessato, al quale il sistema istituzionale dovrà garantire il suo supporto. Il tutto in considerazione che per l’11 luglio è prevista l’eventuale dichiarazione di fallimento». Martedì 8 luglio, poi, la giunta riferirà in aula sull’esito dei tentativi.

Gli argomenti A De Sio, che ha sottolineato come questo problema rappresenti una vicenda che si protrae da molti anni probabilmente anche «a causa di scelte politiche» e che ad oggi «non c’è nessuna prospettiva, neanche residuale, una proposta per trovare una soluzione soprattutto per dare concreta qualche certezza ai lavoratori», Riommi ha ricordato che «la società, fino a due anni fa è stata controllata, gestita ed amministrata da soggetti prevalentemente privati con Regione (attraverso Sviluppumbria), Provincia e Comune di Terni che avevano quote minoritarie».

Le quote Sviluppumbria, ha aggiunto Riommi, «da due anni è ritornata in possesso delle quote originarie perché il soggetto privato ‘si era dimenticato di pagarle’. Abbiamo quindi ritrovato un’azienda distrutta nei presupposti, con vicende di carattere giudiziario e fiscale che tutti conosciamo, rispetto alle quali l’amministrazione regionale ha sempre tenuto fermo il principio della linearità e della trasparenza».

La mission Il progetto originario dell’Isrim, secondo Riommi, «teneva dentro servizi privati e offerta pubblica di servizi per l’innovazione e la ricerca. Negli ultimi mesi, di fronte ormai all’irrevocabilità degli atti e della situazione, i soci hanno dato mandato di gestire la liquidazione in modo da poter individuare una strada utile a dare continuità e una possibile riqualificazione al progetto originario di Isrim. Da qui sono arrivate due proposte: la prima non particolarmente strutturata; l’altra era di un soggetto privato (Italeaf; ndr) che manifestava la volontà di acquisire la società e tirarla fuori dalla liquidazione».

Le indagini Secondo l’asessore si trattava di «un percorso serio, quanto di meglio si poteva sperare perché il soggetto si dichiarava disponibile a investire dentro Isrim. Poi però, di fronte alle tante attività di indagine riferite ovviamente alla vecchia gestione, comprensibilmente il soggetto interessato ha fatto un passo indietro»

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