Una vista del polo chimico

di Marco Torricelli

Giampaolo Fiorletta l’ex padrone della Meraklon, ha rimediato un’altra bocciatura. Il tribunale amministrativo regionale dell’Umbria ha infatti respinto il suo ricorso contro il decreto del ministero dello sviluppo economico che, il 7 agosto del 2012, aveva stabilito che l’azienda potesse essere messa in vendita.

La strategia Un primo ricorso era stato presentato al Tar del Lazio che, però, a maggio si era dichiarato incompetente, visto che il sito industriale si trova, com’è noto, nel territorio ternano. E il 31 luglio scorso, il Tar dell’Umbria – presidente Cesare Lamberti, consigliere Stefano Fantini, e primo referendario Paolo Amovilli – ha detto che quel decreto era giusto. Fine della storia. Con buona pace di Fiorletta, che era arrivato a diffidare la Beaulieu a procedere nell’acquisto, poi invece avvenuto, della parte di Meraklon che produce il ‘fiocco’.

Lo scandalo Fiorletta, l’8 aprile del 2011 era pure finito in galera – e con lui la moglie, Manuela Loizzi; l’amministratore unico di Meraklon spa e Meraklon Yarn, Rosario Gravagno; i sindaci revisori dei conti, Claudio Fulvio Giansanti, Valter Brandoli, Arturo Offidani e Leonardo Mollicone, ai quali erano stati concessi gli arresti domiciliari e che poi erano stati scarcerati – con l’accusa, l’indagine era stata condotta dal sostituto procuratore Elisabetta Massini e dalla guardia di finanza, di aver dato vita a un’associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita e alla truffa ai danni dello stato, per aver creato artificiosamente le condizioni di crisi aziendale per accedere a sussidi statali e ammortizzatori sociali.

Il carcere Dopo 4 mesi e un giorno passati nel carcere di vocabolo Sabbione, anche lui, Giampaolo Fiorletta, accusato di essersi impossessato di oltre 5 milioni di euro di proprietà dell’azienda, era tornato in libertà per decisione del tribunale del riesame di Perugia. Da allora l’ex proprietario della Meraklon ha tentato in tutti i modi di impedire che l’azienda fosse venduta, anche contestando che, come commissario straordinario fosse stato nominato l’avvocato Daniele Discepolo «che nell’autunno del 2010 – aveva detto – trattò con me per acquistare la società».

La Meraklon Giovedì e venerdì, intanto, si è svolta la procedura di passaggio di 75 lavoratori della, ormai, ex Meraklon alla Bfit (Beaulieu fibres international Terni) che gestirà le attività operative della società che produce il ‘fiocco’. Ad altri 15 è stato proposto un contratto a tempo determinato, della durata di un anno e che dovrebbe partire dopo ferragosto, mentre per i rimanenti 19 si cercherà di fare ricorso agli ammortizzatori sociali. L’altra Meraklon, la Yarn, che produceva il ‘filo’ è invece ancora nel limbo: è arrivata un’offerta di acquisto da parte, di una ‘New Neofil’ (dietro la quale ci sarebbe un personaggio discusso come Pio Pacini) e che potrebbe riassorbire una trentina dei 110 addetti. Ma il problema sarebbero gli altri 80.

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