Tk-Ast (Foto U24)

di M. To.

L’appello era arrivato solo venerdì, per «giungere finalmente alla stipula di un protocollo sugli appalti che dovrà garantire il rispetto dei diritti di chi lavora», aveva detto il segretario della Cgil, Attilio Romanelli. E il giorno dopo c’è subito una nuova polemica.

La Tk-Ast La denuncia viene dalla Fiom, il sindacato dei metalmeccanici proprio della Cgil, che parla di  «palude del complesso mondo degli appalti della Tk-Ast, con particolare riferimento all’atteggiamento di alcune imprese che in esso lavorano».

L’accordo Oggetto del contendere è «la stipula di un accordo, non sottoscritto dalla Fiom, che in deroga a quanto previsto dalla legge e dal contratto nazionale di lavoro, allunga i termini del limite massimo di precarietà per i lavoratori dell’azienda Ecoindustria». Inaccettabile viene definita «la politica del lavoro fondata sulla sfrenata ed illimitata precarietà» e viene denunciato «un intollerabile trattamento, da parte della Ecoindustria, nei confronti dei lavoratori».

I precari Secondo la Fiom Cgil «non è moralmente ed eticamente sostenibile una situazione, come quella presente in Ecoindustria, dove oltre 80 lavoratori su 120 sono precari e ai quali si prospetta un futuro nel quale dovranno continuare ad esserlo oltre i limiti di legge e senza una minima garanzia di stabilizzazione». A questo «va aggiunto l’inesistente sistema di relazioni sindacali che non favorisce il rispetto dei diritti e delle tutela ma, al contrario, espone i lavoratori sempre e costantemente ad una condizione di ‘ricatto’ lavorativa di ‘ricatto’».

Ribadiamo che non è tollerabile la politica fatta da alcune aziende che per essere competitive abbattono, con metodi non condivisibili, il costo del lavoro e continuano a tagliare e non riconoscere i diritti ai lavoratori.
La FIOM-CGIL di Terni ritiene urgente e non più rinviabile, anche per quanto determinatosi nella vicenda specifica, arrivare rapidamente alla costruzione del “protocollo sugli appalti” per regolamentare quello che ormai è un importante pezzo del mondo del lavoro che merita pari dignità come gli altri.

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