di Francesca Torricelli
La Cgil, a fronte della crescente disoccupazione – soprattutto giovanile – le recenti elezioni e il preoccupante allontanamento dei giovani dal sindacato, punta a capire quali siano le motivazioni di questo distacco e prova a studiare meccanismi alternativi a quelli tradizionali. Per farlo ha dato vita al ‘Coordinamento giovani’, che «ha come obiettivo primario – spiega Valeria Masiello, referente provinciale dell’organismo – quello di creare nuove iniziative e idee, per coinvolgere sempre più, giovani, studenti e cittadini».
Terni I giovani, oggi «sono – continua Masiello – estremamente delusi dalla società e dalla politica. Dobbiamo andare dove la Cgil non è presente, organizzare incontri e dibattiti per sentire le loro critiche e i loro bisogni». Questo sarà possibile solo se «la Camera del lavoro – conclude la referente – riuscirà a diventare un punto di riferimento, con progetti di formazione e orientamento, ma soprattutto se riusciremo a semplificare il linguaggio, spesso troppo tecnico». In sintonia, Alessandro Rampiconi, della segreteria provinciale Cgil, che fa un po’ un ‘mea culpa’: «Chiediamoci se magari è anche colpa nostra se i giovani si sono allontanati dai sindacati. Non basta mettere una rete wi-fi per diventare moderni, a mio parere, dobbiamo assolutamente rinnovare le sedi e renderle più giovanili e far si che diventino un luogo d’incontro e confronto».
Perugia Da Fabrizio Ricci, responsabile dell’ufficio stampa regionale della Cgil, la proposta di «puntare molto sui social network, che oggi più che mai, sono il più potente mezzo di comunicazione». Barbara Mischianti, segreteria provinciale di Perugia e Giuliana Renelli, responsabile regionale delle politiche del lavoro, invece, offrono spunti su cui ragionare a più ampio raggio: «Si punta poco sui giovani. Bisogna prima di tutto rivedere il sistema scolastico e le troppe forme contrattuali che si sono venute a creare negli ultimi anni». In più «la profonda crisi che attraversa il nostro Paese, ha portato i giovani a perdere coscienza dei propri diritti e noi dobbiamo metterli nella condizione di non trovarsi impreparati».
Il libro In occasione del dibattito, è stato presentato il libro ‘Organizzare i non organizzati – idee ed esperienze per il sindacato che verrà’, una pubblicazione curata dall’ufficio politiche giovanili della Cgil. Era presente Ilaria Lani, responsabile nazionale per le politiche giovanili: «Questo libretto offre l’occasione per valutare e sedimentare alcune pratiche sperimentate in questi anni, dall’intuizione della campagna ‘Giovani non più disposti a tutto’, alla coalizione di reti, operata dal comitato ‘Il nostro tempo è adesso’, alle campagne mirate per organizzare gli associati in partecipazione, i praticanti e i professionisti».

A mio modestissimo avviso il distacco dei giovani dai sindacati in genere e’ dato dalla maggiore consapevolezza che proprio i sindacati sono tra i colpevoli della grave crisi che sta “bastonando” gli italiani, specialmente le giovani generazioni. I sindacati per decenni hanno difeso non solo gli “sfruttati” ma molto spesso gli sfaccendati, i parassiti, gli assenteisti coprendo le loro malefatte e impedendo di fatto un ricambio tra i lavoratori. In NESSUNA societá civile si difendono i dipendenti in malafede dando SEMPRE addosso agli imprenditori. Risultato…le fabbriche hanno delocalizzato, i piccoli artigiani hanno licenziato, chi lavora oggi ha zero diritti rispetto al passato,
Io potrei assumere un paio di collaboratori ma non ci penso neanche, assumere qualcuno grazie alle follie legislative e sindacali e’ peggio che sposarlo. Quindi…faccio meno e mi avvalgo di collaborazioni on-line dall’estero. Siete inutili fatevene una ragione e la colpa e’ solo vostra….siatene consapevoli
Parere assolutamente personale ma condiviso da moltissimi miei conoscenti