Una protesta delle socie Aidas

di M.T.

Inquietante e inaccettabile. Basta l’incipit per capire che la Cgil ternana ha definitivamente dissotterrato l’ascia di guerra. Nei confronti della cooperativa Aidas, ma non solo. Visto che i colpi che arrivano dopo sono equamente distribuiti.

I licenziamenti Perché se il sindacato pone l’accento «sugli atti illegittimi – i licenziamenti – e sulle inadempienze contrattuali della cooperativa Aidas», non trascura di fare riferimento al «silenzio assordante che ormai da mesi incombe» sulla vicenda da parte di Inps, Comune di Terni e Asl2. Tutte pubbliche amministrazioni che non possono ‘non sentire, non sapere e non vedere’. Tutte pubbliche amministrazioni – dicono Attilio Romanelli e Vanda Scarpelli, rispettivamente segretario generale della Cgil e della Funzione pubblica – che continuano a saldare le fatture presentate dalla cooperativa, che dovrebbero servire a remunerare le attività svolte per la collettività: utili cioè, almeno in parte, a garantire le remunerazioni dei lavoratori e delle lavoratrici che invece continuano a non percepire stipendi, né tantomeno si sono sanati gli illegittimi licenziamenti».

La Asl2 In questi giorni, dicono i due rappresentanti sindacali, «abbiamo ricevuto la risposta alla nostra lettera aperta, da parte del direttore generale dell’Asl2, Sandro Fratini; unica risposta degli enti appaltatori, una risposta che tuttavia, pur acquisendo la notizia del mancato rispetto dei pagamenti dei salari non ‘entra’ nella questione, rinunciando a nostro parere ad un obbligo sia amministrativo che, soprattutto, politico della pubblica amministrazione e cioè quella di garantire legalità e rispetto dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici».

I salari La richiesta che Romanelli e Scarpelli fanno alla cooperativa Aidas è quella di «sanare immediatamente i mancati pagamenti dei salari», mentre le amministrazioni pubbliche sono invitate ad «attivare azioni coerenti al rispetto delle norme degli appalti e a garanzia dei diritti dei lavoratori». L’assessore alle politiche sociali e l’assessore alla sanità, invece, dovrebbero intervenire «immediatamente in questa vicenda per verificare la regolarità della attuale situazione».

L’indifferenza L’Umbria, concludono i due esponenti sindacali, «è una regione dove il welfare è stato costruito e articolato anche grazie alle imprese sociali che negli ultimi dieci anni sono riuscite in gran parte ad effettuare un percorso di emersione e ad applicare le norme contrattuali. Comprendiamo le eventuali problematiche che possano interessare le imprese e in particolare la cooperativa Aidas, ma sicuramente né il silenzio, né l’indifferenza potranno risolverle, si affrontino e si definiscano con trasparenza percorsi e soluzioni».

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