Enrico Cipiccia

di M. To.

Fino a ottobre, almeno, resterà di sicuro in carica «prima di allora è difficile che si possa votare per il rinnovo delle cariche  – spiega Enrico Cipiccia – e poi c’è de mettere in calendario la realizzazione del nuovo sistema camerale regionale», ma intanto il presidente della Camera di commercio di Terni ha presenta il bilancio di questi cinque anni di lavoro.

Il bilancio Cipiccia si dice «soddisfatto, per i risultati e anche per il metodo di lavoro che siamo riusciti a darci, anche per merito di tutto il personale, e che ha permesso di raggiungere risultati di grande rilievo, non certo per noi, ma per un territorio che, nonostante veda la presenza di 19 multinazionali, risulta ancora caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese».

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Le risorse Tra il 2010 e il 2014, ricorda Cipiccia, «sono stati distribuiti sul territorio oltre 16 milioni e mezzo di euro; attraverso servizi amministrativi, per 5 milioni, ma anche con progettualità ed iniziative gestite direttamente, per 11 milioni e mezzo». Risorse che «hanno esercitato un ruolo di ‘volano per lo sviluppo’ che secondo Unioncamere è stimabile in circa 100 milioni».

Le iniziative Per sostenere l’innovazione imprenditoriale, dice il presidente uscente, «abbiamo dato supporto al sistema delle garanzie per le imprese; abbiamo dato vita al fondo rotativo ’sbloccacrediti’ e sono stati erogati dei contributi diretti, per circa 2,7 milioni, a 270 imprese». Oltre a «tutta una serie di iniziative destinate all’imprenditoria giovanile e a quella femminile».

L’internazionalizzazione Un milione e 800mila euro «è quanto abbiamo messo a disposizione delle iniziative tese a contribuire alle iniziative messe in campo dalle nostre aziende che hanno voluto mettersi alla prova e confrontarsi, spesso con grande successo, con i mercati internazionali. Grande importanza, a questo proposito, ha avuto la costituzione del Centro estero Umbria, in collaborazione con la Regione e la camera di commercio di Perugia».

Il marketing territoriale Una scelta strategica, «per la quale è stata investita la somma di un milione e 700mila euro, è stata quella di puntare su politiche di sviluppo che dessero maggiore visibilità e capacità attrattiva al territorio, per incrementare i flussi di persone e di capitali». Anche con la creazione «del marchio ‘Entra in Umbria’, che oggi caratterizza 117 imprese e che offre un’immagine unica a chi opera nel circuito dell’eccellenza produttiva locale».

Le richieste Mai un accenno personale, da parte di Cipiccia, ma un appello «al governo e alle istituzioni locali, che devono incrementare i propri sforzi per rendere il nostro sistema economico più competitivo, cominciando dal riconoscere il ‘lavoro in corso’ proprio nel mondo delle imprese. Il momento nel quale il sistema istituzionale si accorga della volontà forte messa in campo dalle imprese, è arrivato e non deve essere ignorato».

Il confronto Il messaggio più forte, forse, arriva alla fine. Quello che è indispensabile, secondo Enrico Cipiccia, è «un confronto tra tutte le forze economiche e sociali del nostro territorio, per individuare insieme una serie limitata di priorità e di progetti, concentrando l’attenzione su quelli di assoluta rilevanza e da portare all’attenzione del tavolo regionale, per ottenerne un’adeguata considerazione nei documenti di programmazione».

Le elezioni Mandato finito, quindi, per Cipiccia, che quando gli si chiede che succederà alle prossime elezioni per il rinnovo del direttivo, se la cava con una battuta: «Io ho 73 anni e vorrei fare il pensionato, continuando a lavorare tanto». Che fa capire che, comunque, lui sarà della partita e che chi vorrà puntare alla ‘sua’ poltrona non avrà vita facile.

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