di Francesca Torricelli

«Questa città deve cambiare marcia». Arrivano nuove proposte, per risanare l’economia comunale, partendo dall’edilizia. A parlare è Andrea Liberati, presidente di ‘Italia nostra’ (Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione): «Il comune di Terni potrebbe evitare di sbizzarrirsi con nuove insostenibili tariffe e onerosi tributi, sarebbe sufficiente che l’amministrazione ripartisse dal condono edilizio, con un particolare sguardo alle pratiche inerenti il centro storico, i borghi e le antiche municipalità».

Condoni… Negli uffici del comune «da diversi anni – continua il presidente – stanziano circa 250 vecchie richieste, il cui iter, talvolta anche per mancate risposte da parte degli interessati, non è stato del tutto perfezionato». Istanze di condono che «l’ente deve sottoporre a una verifica non ordinaria dell’illecito compiuto dagli autori, rinviando agli uffici della ‘Soprintendenza architettonica e paesaggistica dell’Umbria’ tutti gli episodi commessi nei centri storici». Evitando, così, che «elementi percepiti come estranei e invasivi, vengano formalmente assentiti, anziché eliminati o adeguati agli strumenti urbanistici vigenti, conformemente anche al naturale principio di coerenza con la trama edilizia del nostro territorio».

…e controlli  In tale cornice «sarebbe bene – conclude Andrea Liberati – pure potenziare gli uffici della Vigilanza edilizia. Da tempo fortemente sotto organico, con rischi evidenti sul fronte dei controlli, non solo ex post, ma anche in funzione preventiva». Smaltire le pratiche di condono «rappresenta dunque, l’occasione giusta per cambiare marcia. Non lasciamola scappare». Senza ovviamente «consentire sanatorie a tappeto, sono tuttora a portata di mano tutti gli strumenti per incassare correttamente qualche centinaio di migliaia di euro anche in un simile momento».

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