L'ex assessore Vincenzo Riommi (foto Troccoli)

di M. To.

La cooperativa non si fa. L’Isrim resta una faccenda pubblica. La conferma è arrivata martedì mattina nel corso del dibattito che il consiglio regionale ha dedicato alla delicata questione.

Riommi L’assessore regionale, Vincenzo Riommi, intervenendo in apertura di dibattito, è stato chiaro: «Non esistono più le condizioni per l’ipotesi di una cooperativa tra i lavoratori e i soci pubblici dell’Istituto su cui si era ragionato in precedenza». Riommi ha anche ricordato che l’assemblea dei soci dell’Isrim, inizialmente convocata per la settimana scorsa, si terrà venerdì prossimo.

L’assemblea «Entro quella data – ha detto l’assessore – faremo un ultimo disperato tentativo per sensibilizzare quei soggetti che hanno dimostrato qualche interesse per l’Isrim negli ultimi mesi. Le soluzioni ancora possibili sono due: un nuovo soggetto, se si creano le condizioni per un intervento diretto dei soci pubblici (che oltre alla Regione sono Sviluppumbria, Comune e Provincia di Terni); oppure l’affitto del ramo d’azienda da parte di un operatore privato».

La risoluzione Il consiglio regionale ha poi approvato all’unanimità una proposta di risoluzione sull’Isrim – presentata dal presidente Eros Brega, dai vice presidenti Damiano Stufara e Andrea Lignani Marchesani, e dai consiglieri segretari Fausto Galanello e Alfredo De Sio – che impegna la Giunta «a mettere in campo ogni azione possibile volta ad impedirne il fallimento» e a favorire «qualsiasi iniziativa che metta insieme i lavoratori e il sistema istituzionale regionale e locale».

Il fallimento La giunta regionale, insomma, è stata sollecitata «a mettere in campo ogni azione possibile volta ad impedire il fallimento dell’Isrim ed a dare seguito alle azioni individuate per garantire il rispetto degli impegni già assunti per la salvaguardia delle professionalità ed il rilancio delle attività dell’istituto, assicurando la disponibilità a titolo gratuito del patrimonio di Isrim di proprietà regionale».

Il patrimonio Nel testo della risoluzione viene evidenziato che «il patrimonio di conoscenze e di professionalità espresso dall’Isrim è indispensabile per lo sviluppo economico e l’innovazione dell’industria applicata ai materiali, nonché elemento di qualificazione dell’intero tessuto produttivo regionale».

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