Tk-ast acciaierie terni (foto archivio F.Troccoli)

di Marta Rosati

Segnali positivi secondo il ministro dello sviluppo economico Guidi, quelli che arrivano dall’acciaieria ternana, sia in termini produttivi che di rapporti con i clienti. Secondo quanto dichiarato dalla rappresentante del governo italiano, i termini dell’accordo del 3 dicembre scorso sono rispettati e alcuni obiettivi sono addirittura stati conseguiti in anticipo rispetto alle previsioni. L’on. Galgano di Scelta Civica però, va oltre: «Se la Thyssen ha intenzione di vendere a due anni dalla riacquisizione di Ast, come dichiarato in passato, il governo si sinceri che questo avvenga nell’interesse dell’economia italiana e nella salvaguardia dell’occupazione umbra».

Question time Nell’Aula di Montecitorio, tra le interrogazioni, c’è spazio per lo stabilimento siderurgico ternano. Mercoledì pomeriggio presso la Camera dei deputati il governo ha infatti risposto, tramite il ministro Guidi, all’interrogazione dell’on. Adriana Galgano. La deputata di Scelta Civica, ricordando che lo stabilimento di viale Brin rappresenta il secondo produttore europeo di inox  e il 15 % del pil umbro, ha chiesto al governo quali fossero le iniziative messe in campo per assicurare il rispetto dell’accordo del 3 dicembre 2014 stipulato tra sindacati e azienda, al fine di rilanciare lo stabilimento e il relativo indotto.

LA STORIA DI AST IN UN MINUTO

Federica Guidi «Il Ministero dello sviluppo economico – ha detto il ministro – ha messo in campo importanti strumenti per sostenere Acciai Speciali Terni, è stato un lavoro lungo talvolta faticoso, ma reso possibile grazie all’attività di diversi attori per cui siamo riusciti ad evitare che atti unilaterali compromettessero il futuro di una presenza essenziale per l’Umbria e per il Paese tutto. L’impegno collaborativo delle varie parti – ha aggiunto – è stato forte e oggi si può felicemente constatare che i risultati positivi iniziano a vedersi perché i livelli produttivi garantiti dall’accordo sono già stati raggiunti con un anticipo significativo rispetto alle previsioni. Il Ministero dello sviluppo economico – ha detto ancora la Guidi – si è occupato della vicenda Ast anche prima della crisi che ha generato il conflitto sociale, caratterizzato da oltre 40 giorni di blocco completo delle produzioni; è stato lo stesso Mise – ha precisato – a favorire l’importante accordo di dicembre. Il documento sottoscritto ha rappresentato un vero punto di svolta rispetto al tormentato periodo che ha caratterizzato la vita economica e finanziaria di Ast».

TUTTO SU AST

Ast in buona salute «Da inizio anno – ha detto con soddisfazione il ministro Federica Guidi – Ast ha ripreso una normale attività che sta dando importanti risultati, il gruppo dirigente che sta guidando lo stabilimento ternano, peraltro in gran parte anche rinnovato nelle sue funzioni apicali, ha di recente comunicato al governo ma anche alle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali i numeri positivi in termini di volumi produttivi e i rapporti recuperati con i principali clienti, messi a rischio nel periodo della vertenza, dalla situazione di crisi in cui l’azienda versava. Risultati che confermano come le previsioni inserite nell’accordo siano rispettate, anche in termini di investimenti, per rafforzare la capacità produttiva. In questo quadro è stata registrata con soddisfazione la decisione di incrementare l’attività del Tubificio e la produzione di acciaio nobile. Certamente, rimangono dei punti da continuare a monitorare e verificare e per questo – ha garantito – il Ministero continuerà ad assistere l’intera vicenda, ferma restando la strategicità del sito».

Adriana Galgano «Accogliamo con soddisfazione la notizia dei risultati positivi conseguiti dall’Ast, segno che abbiamo avuto ragione a batterci perché la produzione rimanesse, ma ci sono anora delle cose importanti da fare perché, ad esempio – fa notare la deputata di Scelta civica – non sono attualmente previsti investimenti in formazione, ricerca e sviluppo che per questa tipologia di aziende è assolutamente indispensabile. Voglio inoltre sottolineare e porre l’attenzione su quanto dichiarato dal management di Thyssen Krupp quando la stessa multinazionale tedesca riacquistò l’azienda ternana, ‘due anni di attività poi nuova vendita’, chiedo dunque al governo di monitorare le mosse di Tk. La cessione – ha concluso – deve avvenire nell’interesse dell’economia italiana e dell’occupazione umbra, mantenendo la produzione».

Twitter @martarosati28

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