Il Polo chimico di Terni

di Marco Torricelli

L’impressione è che, stavolta, ci si trovi di fronte a qualcosa di più di uno dei tanti allarmi che il sindacato lancia restando, spesso inascoltato. E i toni lo dimostrano «Siamo stufi di essere sempre e solo noi i fessi – dice Sergio Cardinali, della Filctem Cgil, per la verità usando un termine decisamente più forte – che ci mettono la faccia, mentre altri fanno i proclami e poi si dileguano».

«2.000 posti a rischio» E che non si tratti di una cosa ‘normale’ lo chiarisce subito, infatti, Fabrizio Framarini, della Femca Cisl: «La chimica ternana – spiega – rischia seriamente di morire e di bruciare, nel giro di poco tempo, gli oltre duemila posti di lavoro, tra diretti e indiretti, che ancora oggi garantisce». A dirlo, nella richiesta di «incontro urgente» inviata al ministro dello sviluppo economico Federica Guidi, non sono solo i sindacati locali, ma anche quelli nazionali, a conferma della condivisione delle preoccupazioni.

Le criticità A spingere le organizzazioni sindacali a dare una decisa accelerata alle proprie iniziative, spiega Franco Di Lecce, della Uiltec Uil, «è la precisa consapevolezza che situazioni come quella, annosa, delle aree ex Basell, o come le nuove e drammatiche vicende della Sgl Carbon e della Bayer, ma anche le situazioni meno ‘esposte’ mediaticamente come quelle della Treofan o della vetreria Oi debbano essere affrontate con una strategia forte e comune, che solo il ministero può e deve coordinare».

La ‘cabina di regia’ Proprio sul coordinamento degli interventi scatta la prima frecciata dei sindacati: «Si è fatto un gran parlare – dicono – di quella famosa ‘cabina di regia’ che avrebbe dovuto garantirlo e che, invece, ha clamorosamente fallito». A Vincenzo Riommi, l’assessore regionale che in quella cabina di regia occupa la posizione principale, forse saranno fischiate le orecchie: «Questa Regione non può solo limitarsi pagare la cassa integrazione in deroga a tutti – è l’affondo – tanto per tenere buona la gente, ma deve impegnarsi per aiutarci a risolvere, almeno, una parte dei problemi».

Il cluster Altro tema delicato, e oggetto di un secondo attacco, è quello del ‘cluster della chimica verde’, «sul quale abbiamo sentito grandi proclami – dicono i sindacalisti – che ci avevano fatto nutrire grandi speranze. Ma gli unici posti nei quali si stanno effettuando investimenti e dove i progetti stanno partendo si trovano a migliaia di chilometri di distanza dall’Umbria e precisamente in Piemonte. Qui da noi, invece, solo parole». Forse, accusano, «dipende dal fatto che per ottenere i finanziamenti pubblici è necessario che anche i privati immettano capitali e idee, cose che da queste parti latitano».

Stefano Neri Nel mirino dei sindacati, poi, finisce anche il presidente ternano di Confindustria, Stefano Neri, «che lancia proclami e appelli – dice Di Lecce – ma trascura di dire che, nel polo di Nera Montoro, ha messo in piedi una piccola iniziativa che fa lavorare 20 persone e un biodigestore che ne occupa sette. E nulla più», mentre Cardinali spiega che «Neri dice un giorno sì e l’altro pure che in questa realtà si deve fare ‘altro’, ma noi crediamo che si debba anche salvaguardare l’esistente».

La minaccia La conclusione dei sindacati è lapidaria: «A noi non basta più che ci si dicano parole come ‘progresso’, o come ‘sviluppo’, oppure ‘ricerca’, se poi queste restano, appunto, parole – Framarini – ed al ministro Guidi, che speriamo ci riceverà in fretta, lo spiegheremo in maniera chiara. Se non sarà sufficiente – conclude – ci resterà la piazza e far ascoltare la voce della gente che teme di restare senza lavoro a causa di una indeterminatezza di un ministero e di assessorati locali che con quello ‘sviluppo economico’ che hanno sulla targhette delle porte, non hanno nulla a che vedere».

One reply on “Terni, i sindacati dei chimici lanciano l’allarme: «Duemila posti a rischio in un settore che muore»”

  1. mi preme farvi notare, soprattutto per l’autore dell’articolo, che quando parlate di aree Basell e lavoratori ex-Basell, che si è costituito un comitato di ex-lavoratori AUTONOMO, che ha eletto al suo interno un portavoce (non è chi scrive). quindi pregherei la testata, qualora si occupasse ancora dell’argomento, di ascoltare anche la nostra campana, nella persona del portavoce grazie

Comments are closed.