Giorgio Righetti e Mario Fornaci

di Marco Torricelli

Il tema lo aveva sollevato la Cgil ternana, chiedendo alle fondazioni bancarie di impegnarsi maggiormente nel sostegno dell’imprenditoria locale. Magari smobilitando una parte degli ingenti fondi utilizzati per l’acquisto di titolo, per dar vita ad un ‘fondo rotativo’ a favore delle imprese. Riscuotendo segnali di assenso da parte del sindaco Di Girolamo e di alcune associazioni di categoria. La Fondazione Carit aveva taciuto.

Il convegno La risposta è arrivata dal  convegno dal titolo ‘Fondazioni bancarie e sviluppo locale’, che si è svolto giovedì nella sede della fondazione ed al quale ha preso parte anche il direttore generale dell’Associazione delle Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, Giorgio Righetti: il presidente della Fondazione Carit, Mario Fornaci, ha voluto replicare al sindacato locale, citando le parole di elogio che, invece, nei confronti delle fondazioni hanno speso altri rappresentanti dello stesso sindacato ed ha ricordato che «il nostro regolamento non consente attività di investimento che prevedono scopi lucrativi».

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Le fondazioni Sullo stesso tasto ha battuto il presidente della Consulta tra le fondazioni delle Casse di risparmio regionali, Vincenzo Fumi: «Il regolamento, del quale siamo fedeli esecutori – ha spiegato – non prevede che le nostre istituzioni possano dar vita a funzioni creditizie, ma decreta che il loro ruolo è diverso e si estrinseca nelle attività che hanno dato e danno un enorme contributo alla vita sociale dei territori nei quali operiamo».

Le iniziative Un segnale di apertura, però, il presidente della Fondazione Carit ha voluto inviarlo: «Stiamo studiando – ha detto Fornaci – forme di sostegno allo sviluppo economico locale ed alla ripresa economica», ma sempre «nel rispetto del regolamento vigente». Il ‘fondo rotativo’ chiesto dalla Cgil, insomma, sembra di difficile realizzazione.