di M. To.
Una nuova politica industriale comunitaria che sappia difendere l’industria siderurgica italiana ed europea e la preservi dalla concorrenza di gruppi extra Unione. Facile a dirsi e, infatti, era pure stato detto. Ma farlo è un po’ più complicato.
Il dossier Ecco perché l’eurodeputato francese Edouard Martin – membro del gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al parlamento europeo e relatore sulla strategia europea per l’acciaio – sta mettendo a punto un dossier e, per farlo, è stato prima a Taranto e poi a Terni.
Il rapporto I dati che sta raccogliendo permetteranno di mettere a punto un rapporto «che sarà pronto tra maggio e giugno prossimi – ha spiegato Martin – e sarà discusso dal parlamento in seduta plenaria il 2 ottobre 2015».
Gli obiettivi I contenuti di quel rapporto, com’è facilmente intuibile, potranno determinare condizioni di approccio diverse alla politica industriale comunitaria e, di conseguenza, incidere anche sul possibile futuro delle acciaierie ternane: «Qui a Terni si fa un acciaio di elevata qualità che – secondo Martin – va salvaguardato dagli attacchi che vengono da chi produce fuori dal nostro continente e non rispetta gli stessi vincoli ai quali sottoposte le imprese come Ast».
La Commissione europea Secco il giudizio che Edouard Martin ha dato sul lavoro svolto dall’ex commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia e da chi, come l’italiano Antonio Tajani, ha predisposto l’attuale piano per l’acciaio: «Quello – ha spiegato – è un insieme di concetti che, seppur in parte condivisibili, non veniva poi dotato dei necessari strumenti per essere messi in pratica. Ed è quello che, invece, noi riteniamo indispensabile fare».
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La politica industriale Concetto ripreso dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini: «Qui abbiamo potuto, purtroppo, verificare quanto l’Europa non deve fare, perché nelle sue decisioni la Commissione europea ha fatto prevalere le fredde regole, e non invece delle azioni che tutelassero l’industria siderurgica italiana e quindi le Acciaierie di Terni e la loro capacità competitiva. Ora – ha aggiunto – auspichiamo che dal rapporto che definirà l’onorevole Martin venga finalmente una indicazione chiara di una nuova politica industriale comunitaria che sappia difendere l’industria siderurgica italiana ed europea e la preservi dalla concorrenza di gruppi extra Unione».
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Di Girolamo Anche a Strasburgo, ha commentato il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, «si sta sempre di più irrobustendo il fronte di chi ritiene che l’acciaio della nostra Europa vada difeso, per la sua strategicità, per la sua qualità, per la sua compatibilità ambientale. Le regole europee non sono più idonee a tutelare le proprie produzioni e le loro peculiarità, occorre che la Commissione europea ne prenda atto».
La siderurgia di qualità Secondo il sindaco «la spinta del territorio sta funzionando, la lunga, difficilissima vertenza Ast, è stata anche un’azione di informazione, di spinta al cambiamento per l’Europa affinché si doti di una propria politica industriale, affinché si arrivi alla definizione di grandi gruppi industriali europei che possano essere concorrenziali in tutto il Mondo. Terni, nell’ambito della siderurgia di qualità, ne è uno dei pilastri».
