di Fabio Toni
Dalla proposta concordataria al rilancio complessivo dell’attività il passo è tutt’altro che breve. Di pezzi da mettere insieme ce ne sono molti. Alcuni di questi sono contenuti nella proposta di concordato preventivo che il cda ‘tecnico’ del gruppo Novelli avrebbe depositato nella giornata di lunedì presso le cancellerie del tribunale di Terni.
I debiti All’interno, l’analisi dettagliata dei debiti, dei crediti e il piano con cui si intendono saldare tutte quelle situazioni che hanno spinto l’azienda sull’orlo del baratro. Ora la palla passa al tribunale e quindi ai creditori, il cui assenso sarà decisivo per compiere altri passi avanti e giungere all’omologa della richiesta.
Al ministero Un altro step fondamentale di questi giorni è rappresentato dall’incontro fissato per mercoledì a Roma, nella sede del Mise, a cui prenderanno parte le segreterie nazionali dei sindacati, i rappresentanti del ministero e del board aziendale guidato dal professor Alessandro Musaio. Un incontro i cui contenuti verranno estesi nei giorni successivi anche ai rappresentanti locali dei sindacati e quindi ai lavoratori.
Fare chiarezza La speranza delle sigle è che possa emergere, se non un piano vero e proprio, quantomeno una visione riguardante le prospettive di rilancio del gruppo. Termini come ‘perimetro aziendale’ e ‘impatto occupazionale’ creano naturali fibrillazioni fra sindacati e lavoratori. Ma la priorità è quella di vederci chiaro, ragionando sugli aspetti concreti a da una base di partenza che possa rappresentare il trampolino di lancio per un nuovo futuro del gruppo.
Gli stipendi L’attenzione dei sindacati per l’incontro di mercoledì riguarderà anche gli stipendi arretrati: quelli precedenti alla richiesta di concordato (da luglio a settembre) e la parte ancora da percepire, legata agli ultimi tre mesi del 2012. Anche su questo, si attendono novità.
